Giusi Patti Holmes
Sono Giusi Patti Holmes, giornalista, scrittrice e, soprattutto, un affollato condominio di donne, bizzarre e diversissime tra loro, che mi coabitano. Il mio motto è: "Amunì, seguitemi".
Stanotte Israele ha sferrato l’attacco finale via terra a Gaza. La Cnn ha mostrato corpi di bambini insanguinati, arrivati negli ospedali a nord della città, e madri straziate nel vedere i figli, ormai privi di vita, avvolti in sudari bianchi. Gaza non ha più lacrime. Gaza non ha più futuro. Gaza è stata cancellata. Le famiglie degli ostaggi israeliani, appresa la notizia della barbarica incursione e dell’entrata dei tank dell’IDF (Forze di Difesa di Israele) a Gaza city, hanno iniziato a marciare in corteo verso la residenza di Netanyahu che si trova, scherzi del destino, in Gaza Street a Gerusalemme. L’Hostages Families Forum di Israele ha lanciato un disperato appello per proteggere i propri cari: “La 710° notte a Gaza potrebbe essere l’ultima notte nella vita degli ostaggi che sopravvivono a malapena e l’ultima notte in cui sarà possibile localizzare e restituire gli ostaggi uccisi per una degna sepoltura“. Il Forum sostiene, come scrive il Time of Israel, che un numero significativo dei 22 ostaggi, considerati vivi da Israele, siano detenuti a Gaza City e che il primo ministro stia consapevolmente scegliendo di sacrificarli per restare politicamente in vita.
La Commissione d’inchiesta internazionale indipendente delle Nazioni Unite (COI)
La Commissione d’inchiesta dell’ONU afferma che le dichiarazioni esplicite delle autorità civili e militari israeliane, insieme al comportamento delle forze armate, “indicano che gli atti di genocidio sono stati commessi con l’intento di distruggere… i palestinesi nella Striscia di Gaza come gruppo”. Il rapporto ha concluso che Netanyahu, il presidente Isaac Herzog e l’ex ministro della Difesa Yoav Gallant hanno “incitato alla commissione di genocidio”. Israele ha reagito dichiarando di “respingere categoricamente questo rapporto distorto e falso” e ha chiesto l’immediata abolizione della COI .
Le reazioni del Governo italiano
Il ministro Tajani, alle 9:48, a Skytg24, ha dichiarato: “Abbiamo sempre detto di essere contrari all’offensiva su Gaza City per i rischi che correva la popolazione civile, non certo per difendere Hamas“. Appare palese, alla luce dei fatti, di quanta poca considerazione abbiano, per Netanyahu, le parole del nostro Ministro degli Esteri.
Il Premier Meloni che, col suo eloquio sempre “pacifico” e “tranquillizzante”, ha speso fiumi di parole per la morte di Kirk, scagliandosi contro Odifreddi, su questa immane tragedia, invece, continua a restare silente. Forse perché ci sono morti di serie A e di serie B?
Il vicepremier Salvini, che abbiamo lasciato in lacrime per la morte di Charlie Kirk, il fatto, a detta sua, che più lo ha commosso negli ultimi trent’anni, oggi tace perché sta versando copiose lacrime, anche, per le vittime innocenti uccise, stanotte, dai raid israeliani?
E il resto del mondo?
I Paesi che riconoscono lo Stato di Palestina, ovvero, Bulgaria, Cipro, Irlanda, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria, Arabia Saudita, Argentina, Brasile, Cina, India, Indonesia, Messico, Russia, Sudafrica, Turchia e quelli che hanno annunciato l’intenzione di farlo, come Francia, Regno Unito, Australia e Canada, come hanno intenzione di agire per fermare questa strage di innocenti? Se l’atto più forte, seguendo l’esempio spagnolo, sarà quello di non partecipare all’Eurovision 2026 se vi parteciperanno rappresentanti israeliani, allora Bibi potrà continuare a fare sonni tranquilli.
Purtroppo è come se il mondo fosse in coma o assistesse, da spettatore, a un film di cui la storia parlerà.
Questo contenuto è stato disposto da un utente della community di BlogSicilia, collaboratore, ufficio stampa, giornalista, editor o lettore del nostro giornale. Il responsabile della pubblicazione è esclusivamente il suo autore. Se hai richieste di approfondimento o di rettifica ed ogni altra osservazione su questo contenuto non esitare a contattare la redazione o il nostro community manager.


Commenta con Facebook