Un intervento nato come soccorso per un sospetto incidente domestico si è trasformato in un’operazione di salvataggio per una donna e i suoi figli minori a Gela.
I Carabinieri del Reparto Territoriale hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo di 39 anni, il quale si trovava già sottoposto alla misura della detenzione domiciliare per altre vicende giudiziarie.
L’allarme è scattato quando i militari sono stati allertati per un presunto accoltellamento avvenuto tra le mura di un’abitazione privata. Al loro arrivo, la coppia ha tentato inizialmente di fornire una versione rassicurante, attribuendo le ferite riportate dalla donna a una sfortunata fatalità domestica. Tuttavia, la scarsa credibilità dei racconti e l’evidente tensione percepita hanno spinto gli operanti a effettuare un sopralluogo approfondito nell’appartamento.
L’ispezione dei locali ha restituito una realtà ben diversa da quella narrata dai coniugi: gli ambienti erano completamente a soqquadro, con segni inequivocabili di una violenta colluttazione e numerose tracce ematiche diffuse sul pavimento e sugli arredi. Davanti a tali riscontri oggettivi, i Carabinieri hanno provveduto a separare la vittima dal marito per garantirle un ambiente protetto e sicuro.
Una volta lontana dal controllo dell’uomo, la donna ha trovato la forza di rompere il silenzio, rivelando un drammatico calvario iniziato nel 2023. Il racconto ha delineato una spirale di maltrattamenti fisici e psicologici reiterati nel tempo, che la vittima ha infine formalizzato in una denuncia presso gli uffici dell’Arma. Per garantire l’incolumità sua e dei figli minori, l’intero nucleo familiare è stato immediatamente trasferito in una struttura protetta.
L’attività investigativa ha permesso di raccogliere un quadro probatorio solido e coerente, aggravato dal fatto che l’indagato avrebbe commesso tali violenze mentre scontava una pena presso il proprio domicilio. La gravità delle condotte e la pericolosità sociale del soggetto hanno indotto l’Autorità Giudiziaria a disporre l’immediato trasferimento dell’uomo presso la casa circondariale.
L’operazione conferma la priorità assoluta che l’Arma dei Carabinieri attribuisce al contrasto della violenza di genere. Attraverso il costante presidio del territorio e la capacità di cogliere segnali di disagio anche dietro tentativi di reticenza, i militari continuano a promuovere una cultura della denuncia, offrendo strumenti concreti di tutela per chiunque si trovi intrappolato in contesti familiari abusivi.
Viola il divieto di avvicinamento, arrestato
La Polizia di Stato a Gela ha tratto in arresto un quarantenne nella flagranza di reato di violazione del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa. L’uomo, sottoposto alla misura cautelare dallo scorso mese di agosto per i reati di maltrattamenti in famiglia, è stato trovato dagli agenti sotto casa dell’ex. Q
uattro giorni prima il quarantenne, che si trovava in una città del nord Italia sottoposto alla misura cautelare con applicazione del braccialetto elettronico, aveva danneggiato e rimosso il dispositivo elettronico e per tale motivo era stato arrestato dagli agenti della Polizia di Stato. In attesa dell’applicazione di un nuovo dispositivo, lo stesso si è allontanato dal luogo di dimora recandosi a Gela. Il Gip presso il Tribunale ha convalidato l’arresto operato dagli poliziotti del Commissariato di pubblica sicurezza e disposto la misura cautelare del divieto di dimora nel comune di residenza della parte offesa e il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla stessa.






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