Lunedì 30 marzo la Fondazione AIRC ha fatto tappa a Niscemi con un’iniziativa dal forte valore umano e sociale. Una delegazione guidata dal presidente regionale Michele Semilia ha visitato il plesso “A. Manzoni” dell’Istituto comprensivo “Francesco M. L. Salerno”, consegnando ai bambini della scuola le uova pasquali de “L’Uovo della Ricerca”.
Un gesto di attenzione verso il territorio, oltre la ricerca
La visita si inserisce in un momento particolarmente delicato per la città e rappresenta un segnale concreto di vicinanza a una comunità ancora segnata dai recenti eventi. Due mesi fa una frana ha colpito parte del centro abitato, provocando evacuazioni, interdizioni e la chiusura di diversi edifici scolastici nella cosiddetta “zona rossa”.
Oltre 500 bambini hanno dovuto lasciare le proprie classi. La città ha reagito riorganizzando rapidamente il sistema scolastico. Anche il plesso “Alessandro Manzoni” ha risposto all’emergenza, accogliendo molti degli studenti rimasti senza aula. Su 31 classi dislocate nel territorio, nove sono state ospitate proprio qui. Un dato che racconta meglio di ogni parola lo sforzo collettivo messo in campo.
In questo contesto si inserisce la presenza di AIRC, principale organizzazione non-profit per il finanziamento della ricerca oncologica indipendente in Italia. La campagna “L’Uovo della Ricerca”, che ogni primavera sostiene progetti scientifici selezionati con criteri rigorosi, assume a Niscemi un significato ancora più ampio: non solo sostegno alla ricerca, ma anche un gesto concreto di attenzione verso il territorio. Le uova, prodotte dall’azienda Dolgan di Mascani, in provincia di Catania, sono arrivate così anche tra i banchi della scuola, in dono ai bambini della città.
L’Uovo della Ricerca, simbolo di rinascita
Durante la visita, Michele Semilia ha spiegato così il senso dell’incontro: “L’uovo come simbolo della Pasqua segna la rinascita. Dentro c’è la capacità di germogliare e di rinascere. Un simbolo per cercare di superare le difficoltà insieme“. Parole semplici che in questa scuola, e in questa città, risuonano in modo concreto, un invito a guardare oltre l’emergenza.
Alla visita hanno partecipato i consiglieri regionali e provinciali di AIRC provenienti da Palermo, Catania e Gela, insieme alla responsabile della Sezione Airc di Niscemi, Tania Garofalo, e ai tanti soci e volontarie del territorio.
Gli studenti hanno accolto gli ospiti nell’Aula Magna con canti, lettere scritte a mano e messaggi di ringraziamento. Una partecipazione spontanea, senza formalità, che ha dato il tono all’intera giornata.
La dirigente scolastica Licia Concetta Salerno ha ricordato come la presenza di AIRC nelle scuole sia ormai una tradizione consolidata. Non solo un gesto di solidarietà, ma anche un’occasione per diffondere la cultura della prevenzione e il valore della ricerca scientifica.
Presenti anche le istituzioni locali: il presidente del Consiglio comunale Angelo Chessari, il vicesindaco Piero Stimolo e l’assessore all’Istruzione Francesco Alesci.
Una comunità che guarda avanti
La visita di AIRC si inserisce in una fase in cui su Niscemi si moltiplicano i segnali di attenzione concreta. La domenica precedente, durante il convegno “A due mesi dalla frana: quale futuro per Niscemi”, organizzato dal Comitato evento franoso, il vescovo della diocesi di Piazza Armerina, Rosario Gisana, ha annunciato un intervento importante: 3 milioni e 200 mila euro stanziati dalla Caritas nazionale per la costruzione di un nuovo complesso scolastico.
L’intervento prevede la realizzazione di una scuola dell’infanzia e di una scuola elementare su terreni messi a disposizione, rispettivamente, dalle suore Orsoline e dalla stessa diocesi di Piazza Armerina. Un passaggio decisivo per il ritorno alla normalità, con la scuola come punto di partenza.
La giornata al plesso Manzoni restituisce l’immagine di una comunità che non si ferma. Da un lato le difficoltà legate alla frana, dall’altro una rete di solidarietà fatta di istituzioni, associazioni e cittadini.
L’iniziativa di AIRC si inserisce in questo quadro come un gesto concreto, capace di unire ricerca, educazione e vicinanza sociale.






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