“Senza alcun rispetto di quella lealtà collaborativa tra istituzioni, che è un precetto costituzionale cui più volte si è richiamato il presidente Conte, il ministro Provenzano straparla di un governo eletto dal popolo. Qualcuno gli ricordi che il governo Musumeci ha trovato una programmazione europea, frammentata e a tratti inutilizzabile, con soli 7 milioni di euro di spesa certificata e anche quest’anno, se tutto andrà come deve, sarà superato il target previsto, cioè quasi 1,2 miliardi di euro. Forse è poco. Ma noi partiamo da quello che ha lasciato il partito di Provenzano dopo cinque anni”.

E’ una replica tranciante quella dell’assessore regionale alla salute Ruggero Razza al Ministro per il Sud Giuseppe Provenzano che fra ieri sera e questa mattina aveva parlato di rischio disimpegno Fondi Ue per la Sicilia.

Razza ricorda indirettamente che il Ministro per il Sud che aveva anche un ruolo tecnico durante il governo Crocetta e parla di un partito, il Pd, che ha lasciato macerie in Sicilia proprio con governo Crocetta

“Noi, in due anni, abbiamo velocizzato più che si poteva. Si occupi  il ministro – conclude Razza – di agevolare la riduzione dei tempi per le procedure e non si permetta di dare pagelle al presidente della Regione, perché non ne ha nè i titoli, nè rientra nelle sue competenze istituzionali. Ci siamo davvero stufati di chi pontifica, dimenticando cosa ci è stato lasciato e, soprattutto, da chi”.

Giuseppe Provenzano per parte sua aveva parlato di “fondi europei che ci sono, in questo territorio il problema è che stanno rischiando di tornare indietro. La Regione siciliana è il fanalino di coda in tutta Europa per la spesa di fondi europei. Io non voglio richieste di deroghe come viene fatto anche dalla Regione ma voglio un impegno”.

Provenzano aveva rilancianto un allarme che si ripete ogni anno e che sembrava scongiurato ma lo aveva fatto  senza il contraddittorio del governo regionale

“Non ho denunciato fin qui – aveva affermato il ministro – il grave ritardo ma mi sono messo al lavoro e ho impegnato le mie strutture a cominciare dall’Agenzia per la Coesione Territoriale, giorno e notte, per scongiurare il rischio che la Sicilia restituisca anche un solo euro a Bruxelles. Non è detto che ci riusciremo perché i ritardi erano molto, molto ma molto gravi. Del resto anche ieri questo è stato stigmatizzato dal giudizio della Corte dei Conti“.