Una parrucchiera quarantunenne Milena Scudera è stata arrestata a Gela (Caltanissetta) con l’accusa di aver prestato soldi a usura “con interessi fino al 68 per cento”. Gli viene contestata inoltre il tentativo di estorsione.

“Chi non pagava subiva danneggiamenti, con l’incendio dell’auto”, hanno detto il procuratore capo Salvatore Vella e il colonnello dei carabinieri Marco Montemagno in conferenza stampa. Ai domiciliari, Armando Ferrigno, Alessio Smorta e Giosuè Lombardo, accusati di aver agito per i danneggiamenti commissionati dalla donna.

Sono due le vittime “ma potrebbero essercene altre”, hanno detto gli investigatori. Sono state sequestrate somme per 162 mila euro, ritrovate in una cassaforte, nella casa della parrucchiera.

Sono i i Carabinieri del Reparto territoriale di Gela che hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Tribunale su richiesta della procura diretta da Salvatore Vella, nei confronti della donna e dei tre uomini. Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di usura, esercizio abusivo dell’attività di raccolta del risparmio, tentata estorsione e danneggiamento seguito da incendio.

L’indagine, condotta tra novembre 2024 e luglio 2025, è scaturita dalla denuncia di una delle vittime. Attraverso pedinamenti, servizi di osservazione e l’ausilio di presidi tecnologici, i militari hanno ricostruito un sistema illecito di intermediazione del credito che sarebbe stato operativo nel territorio di Gela tra il 2016 e il 2024.

Secondo le risultanze investigative vagliate dal gip, l’attività avrebbe fatto capo a Milena Scudera di 41 anni. Il sistema prevedeva la concessione di prestiti con tassi usurari oscillanti tra il 19% e oltre il 60%, superando ampiamente le soglie di legge e sfruttando lo stato di bisogno dei richiedenti. In caso di mancata restituzione del capitale o degli interessi, la principale indagata avrebbe commissionato atti intimidatori agli altri tre arrestati per costringere le vittime al pagamento.

Tra gli episodi contestati figurano gravi ritorsioni, come l’incendio dell’autovettura di una persona offesa e quello della saracinesca di un garage. Durante una perquisizione domiciliare effettuata presso l’abitazione della donna, i Carabinieri hanno sequestrato oltre 162.000 euro in contanti e documentazione contabile riconducibile a ulteriori rapporti creditizi ancora al vaglio degli inquirenti.

All’esito degli interrogatori di garanzia, il Gip ha disposto la custodia cautelare in carcere per la 41enne, mentre per tre uomini di 36, 22 e 21 anni sono stati ordinati gli arresti domiciliari. Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e per tutti gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.