In via della Rondine, una strada che taglia in due il quartiere di San Giorgio a Catania c’era la marijuana, a fiumi, c’era la cocaina e c’erano anche i pusher e le vedette che si baciavano in bocca.

Un particolare questo che era già stato visto in altra occasione e che decriptato ha un significato preciso: è il saluto dei sodali di un’organizzazione mafiosa che nel casi specifico trattava la piazza della droga più importante di San Giorgio.

Quei baci a ripetizione, ogni qual volta due di loro si incontravano, hanno permesso alla polizia di ricostruire dinamiche e affari del gruppo il cui promotore è stato individuato in Maurizio Torrisi, da sempre vicino al gruppo dei Nizza, a loro volta affiliati al clan Santapaola Ercolano.

Sono sette le misure cautelari disposte dalla magistratura: uno solo è sfuggito alla cattura. Assieme a Torrisi in manette sono finiti anche Giuseppe Santostefano, il gestore della piazza, Carmelo Natale Anastasio, il custode della droga e poi Vincenzo Grasso, Dario Santostefano e Orazio Vinciguerra tutti e tre un po’ pusher, un po’ vedette per la sorveglianza armata.

L’indagine è stata avviata il 6 maggio del 2014 dopo il sequestro di 260 chili di marijuana in un garage di San Giorgio, le intercettazioni ambientali e le collaborazioni di alcuni pentiti hanno permesso di ricostruire l’attività di spaccio sul modello napoletano, che avveniva soprattutto durante le ore pomeridiane serali e notturne con turni predisposti di pusher e vedette, e che fruttava decine di migliaia di euro a settimana con uno smercio di 20/30 chili di marijuana, mezzo chilo di cocaina ogni sette/dieci giorni.

Dalle indagini è emerso anche che Torrisi curava in prima persona i rapporti con i Nizza ai quali forniva anche un apporto di armi.

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