A Catania più di un giovane su quattro tra i 18 e i 24 anni ha lasciato la scuola prima del diploma. Il 26,5 per cento, secondo i dati dell’ultimo censimento elaborati dalla Fondazione Openpolis. È il valore più alto tra le città italiane. Palermo segue al secondo posto con il 19,8 per cento, Messina è quinta con il 14,6.

Il dato nazionale va nella direzione opposta

Il quadro complessivo del Paese racconta un miglioramento.

Nel 2025 i giovani italiani tra 18 e 24 anni che avevano abbandonato la scuola prima del diploma erano l’8,2 per cento del totale.

È un valore inferiore al 9 per cento fissato dalle istituzioni europee come obiettivo per il 2030. L’Italia rientra quindi tra i 17 Paesi dell’Unione che hanno già centrato il traguardo.

Il percorso è stato lungo. A metà degli anni Duemila la quota di abbandoni superava il 20 per cento. Nel corso del decennio successivo è scesa sotto il 14, per poi calare ancora.

L’obiettivo inizialmente previsto dall’agenda 2020 fissava al 10 per cento la soglia dei giovani senza diploma superiore o qualifica professionale. Nel febbraio 2021 è stato abbassato al 9.

Dove il fenomeno resiste

Il miglioramento nazionale non si distribuisce in modo uniforme.

Gli abbandoni restano sopra il 9 per cento nelle città, mentre in Italia il valore scende al 7,3 per cento nelle aree a urbanizzazione intermedia e all’8 per cento in quelle rurali.

Nei centri urbani la quota sfiora la doppia cifra: 9,5 per cento.

È un’indicazione che riguarda i territori ad alta densità abitativa e, in particolare, le loro periferie.

La classifica delle città

I dati cittadini, riferiti al censimento del 2021, collocano tre capoluoghi siciliani tra i primi cinque posti.

Catania guida con il 26,5 per cento. Palermo è seconda con il 19,8. Al terzo posto c’è Napoli, con il 17,6.

Seguono Cagliari, al 16,3 per cento, e Messina, al 14,6.

A metà classifica si trovano Genova e Bari, entrambe al 13,8 per cento. Sotto il 10 per cento restano Roma e Reggio Calabria.

Tra Catania e Palermo il divario è di 6,7 punti percentuali.

Tra i giovani stranieri quasi sette su dieci

Il dato più marcato riguarda chi non ha cittadinanza italiana.

A Catania il 68,6 per cento dei giovani stranieri tra i 18 e i 24 anni ha lasciato la scuola prima del diploma.

Seguono Bari con il 60 per cento e Cagliari con il 59,2.

Superano la metà anche Napoli, al 55,9 per cento, Palermo, al 54,2, e Messina, al 53,2. Reggio Calabria si ferma poco sotto, al 49.

I valori più bassi si registrano a Roma, Bologna, Milano e Torino. Anche lì, però, la quota supera un terzo del totale.

Il dato sulle ragazze

Tra le giovani donne gli abbandoni precoci sono meno frequenti, ma la graduatoria non cambia.

Catania resta al primo posto con il 23,7 per cento.

Seguono Palermo con il 18,1, Napoli con il 15,7, Messina con il 12,5 e Cagliari con l’11,7.

Il peso del titolo di studio dei genitori

L’analisi individua un fattore ricorrente tra chi interrompe il percorso scolastico.

Avere genitori a loro volta privi di diploma è tra gli elementi che influiscono più spesso sulla scelta di lasciare gli studi.

A Catania oltre un terzo di chi ha abbandonato precocemente ha genitori senza diploma: il 36,5 per cento.

Quote elevate anche a Cagliari, al 31,9 per cento, e a Palermo, al 29,1.

Cosa scrive l’analisi

Sul legame tra condizione familiare e abbandono l’elaborazione di Openpolis è esplicita: “Questa relazione suggerisce che il contesto socio-economico svantaggiato possa rappresentare un fattore di rischio per l’abbandono scolastico”, si legge nel testo.

E prosegue: “le difficoltà economiche familiari possono limitare l’accesso a risorse educative aggiuntive, creando la necessità di un ingresso precoce nel mondo del lavoro (talvolta anche informale), o semplicemente riflettere un minor capitale culturale che supporti il percorso formativo”.

La geografia dei quartieri

L’ultimo elemento riguarda la distribuzione all’interno delle città.

Sempre sulla base dei dati censuari, la situazione risulta più grave nei quartieri con una maggiore presenza di famiglie in potenziale disagio.

Le zone con più nuclei con figli in difficoltà coincidono spesso con quelle dove gli abbandoni scolastici precoci sono più diffusi.