Otto persone hanno presentato una denuncia-querela alla Procura di Catania sulla vendita della maggioranza della Sac, la società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso. Nel mirino ci sono Antonio Belcuore, commissario straordinario della Camera di Commercio Sud Est Sicilia, e Anna Maria Quattrone, presidente della Sac. Sono accuse dei firmatari, tutte da verificare.

Chi sono i firmatari

Il primo nome è Giovanni Lo Schiavo, legale rappresentante della Cisal. Con lui Francesco Cannizzo, libero professionista e promotore del Patto della Sicilia Orientale, e Giuseppe Stefio, sindaco di Carlentini del Pd e componente del Libero Consorzio di Siracusa, ente che è tra i soci della Sac. Poi Mirko Stefio, segretario politico del Movimento Sicilia d’Azione, l’imprenditore Antonio Prelati, referente del Comitato a difesa e sviluppo degli aeroporti iblei, e Paolo Crocifisso, componente dello stesso comitato. Firmano anche Claudio Melchiore, che si qualifica rappresentante di Vussia e Cassutta, e l’avvocato Vito Pirrone, presidente dell’Osservatorio nazionale sulla pubblica amministrazione, che li assiste.

Una partita da 12 milioni di passeggeri

Catania-Fontanarossa ha chiuso il 2025 con oltre 12,3 milioni di passeggeri, Comiso con più di 134 mila. La Sac oggi è interamente pubblica. La Camera di Commercio Sud Est Sicilia ha il 60,64%, da sola la maggioranza assoluta. Seguono tre soci con il 12,13% a testa: Città Metropolitana di Catania, Irsap e Libero Consorzio di Siracusa. Il resto è di due Comuni, Catania (2,02%) e Comiso (0,96%)

Nel 2026 è partita la procedura per cedere a un privato una quota di maggioranza, tra il 51% e il 66%. L’idea è trovare un operatore capace di far crescere gli scali, lasciando al pubblico una presenza qualificata. Tra i nomi che circolano ci sono Save, 2i Aeroporti, Vinci Airports, Royal Schiphol Group, Macquarie e Adani. La gara non è chiusa: si è entrati nella fase delle offerte non vincolanti, in scadenza il 12 novembre.

Il nodo dei poteri del commissario

È qui che si innesta l’esposto. Secondo i firmatari, Belcuore non poteva avviare la vendita. Un commissario straordinario, scrivono, dovrebbe occuparsi solo di ordinaria amministrazione e di atti urgenti. Cedere il 51% delle quote non ha nulla di urgente ed è una scelta irreversibile, che dura oltre il suo mandato.

Belcuore è stato nominato con decreto regionale nel gennaio 2023 per novanta giorni, ma guida ancora l’ente. I denuncianti lamentano anche l’assenza di una motivazione economica aggiornata al 2026, come richiede il Testo unico sulle società pubbliche, e di un’attestazione pubblica degli adempimenti obbligatori.

Due versioni che non combaciano

Il secondo fronte riguarda il consiglio di amministrazione. Il 17 giugno Quattrone, davanti alla Commissione parlamentare sull’insularità, ha detto, secondo la tesi dei firmatari dell’esposto, di aver informato tutti i consiglieri e di aver inviato i documenti richiesti. Il 27 luglio, in commissione all’Ars, la consigliera Francesca Garigliano ha riferito, come spiegato nella denuncia, di aver chiesto via pec i contratti degli advisor e gli studi da loro prodotti, ricevendo un rifiuto. Secondo il verbale, la risposta è stata che non le spettavano atti su decisioni a cui non aveva partecipato.

Per i firmatari le due dichiarazioni non stanno insieme. Da qui le ipotesi di reato: false dichiarazioni in audizione per Belcuore e Quattrone, rifiuto di atti d’ufficio per la presidente.

Contro Belcuore si contesta anche di aver parlato di “continuità” in audizione. Avrebbe però nominato un nuovo cda nonostante l’intimazione contraria del presidente della Regione Schifani, confermato l’ad Torrisi con un aumento del 40% e fissato per sé un compenso di 340 euro al giorno.

Cosa succede ora

Spetta alla Procura decidere se aprire un fascicolo e se ci siano gli estremi di un reato. Intanto la gara va avanti verso il 12 novembre.