Un insolito carico di “sapone” che in realtà nascondeva un ingente quantitativo di stupefacenti ha portato all’arresto di due catanesi nel pomeriggio del 19 gennaio scorso. La Polizia di Stato, nel corso di un’operazione mirata a contrastare il narcotraffico nel quartiere Nesima, ha colto in flagrante un uomo di 41 anni e il figlio diciassettenne mentre caricavano vistosi scatoloni su un furgone a noleggio. L’operazione, condotta dalla Squadra Mobile, ha permesso di sottrarre al mercato illegale circa 137 chilogrammi di sostanza stupefacente.

L’attenzione degli investigatori si era concentrata da tempo su alcuni locali adibiti a deposito nella zona di Nesima. Durante un servizio di appostamento, i poliziotti hanno notato il furgone fermarsi davanti a un garage. Dal mezzo sono scesi il padre, che sedeva alla guida, e il figlio minore. Dopo aver sollevato la saracinesca, i due sono entrati nel locale uscendone poco dopo con pesanti colli di cartone. L’intervento immediato degli agenti ha confermato i sospetti: all’interno del deposito sono stati rinvenuti 27,5 chili di hashish e oltre 69 chili di marijuana già suddivisa in buste sottovuoto.

Le indagini non si sono fermate al garage. La perquisizione è stata infatti estesa all’abitazione del quarantunenne, dove la Polizia ha scoperto un secondo hub dello spaccio. In casa erano nascosti altri 30,6 chili di marijuana, 9 chili di hashish e piccole quantità di cocaina termosaldata. A colpire gli inquirenti è stata la particolare modalità di confezionamento di una parte dei panetti di hashish: gli involucri, per forma e persino per l’odore sprigionato, richiamavano ingannevolmente delle normali saponette, un espediente probabilmente utilizzato per eludere eventuali controlli durante il trasporto.

Il bilancio finale dell’operazione descrive un’attività di stoccaggio di alto livello, capace di gestire contemporaneamente diverse tipologie di droga e ingenti volumi d’affari. Per padre e figlio sono scattate immediatamente le manette con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio in concorso. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, entrambi sono stati trasferiti presso il carcere di Piazza Lanza a Catania.