Un giovane di 22 anni è stato arrestato poiché è accusato di avere partecipato alla sparatoria nel quartiere San Cristoforo a Catania avvenuta lo scorso 10 febbraio davanti ad una barberia. Su delega della Procura, la polizia di Stato ha dato esecuzione a una misura cautelare custodiale nei confronti di un giovane di 22 anni. L’uomo è ritenuto gravemente indiziato di porto e illegale detenzione di arma in luogo pubblico, nonché di lesioni personali aggravate. Il provvedimento, emesso dal giudice per le indagini preliminari, giunge al termine di una complessa attività investigativa che ha fatto luce su un grave episodio di sangue avvenuto lo scorso febbraio.
L’agguato davanti alla barberia
Le indagini sono state avviate dagli investigatori della sezione reati contro la persona della squadra mobile a seguito di un ferimento avvenuto il 10 febbraio 2026. Un cittadino catanese era stato colpito da un colpo di arma da fuoco alla gamba sinistra mentre si trovava dinanzi a una barberia nel quartiere San Cristoforo. La vittima, che si trovava agli arresti domiciliari con permesso lavorativo presso l’esercizio commerciale, era stata trasportata in ospedale con una frattura della tibia giudicata guaribile in trenta giorni.
Il profilo dell’indagato e il possibile scambio di persona
Secondo quanto emerso dall’attività investigativa, coordinata dalla Procura etnea, a sparare sarebbe stato il giovane di 22 anni, nipote del capo di una nota famiglia mafiosa locale. Tuttavia, gli elementi acquisiti suggeriscono che il reale destinatario dell’azione delittuosa non fosse l’uomo ferito, bensì un altro soggetto che frequentava abitualmente la medesima barberia.
Le prove e il tentativo di cambiare aspetto
Il quadro indiziario si è consolidato attraverso l’analisi delle riprese dei sistemi di videosorveglianza e il sequestro dello scooter dell’indagato, abbandonato sul luogo del delitto con il bloccasterzo disinserito. Fondamentali sono state anche le attività di intercettazione e il comportamento sospetto del giovane. Quest’ultimo, dopo essersi reso inizialmente irreperibile, si era presentato tre giorni dopo presso gli uffici della squadra mobile mostrando un aspetto estetico radicalmente diverso da quello abituale, nel probabile tentativo di eludere il riconoscimento.
Il trasferimento al carcere di piazza Lanza
Al termine delle formalità di rito e dell’espletamento delle procedure burocratiche, l’indagato è stato condotto presso la casa circondariale di piazza Lanza. Il giovane rimane ora a disposizione dell’autorità giudiziaria mentre proseguono gli approfondimenti sul contesto criminale in cui è maturata l’aggressione.






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