Operazione congiunta di Carabinieri e Polizia di Stato nel Catanese, dove è stato eseguito un decreto di fermo, emesso dalla Procura di Catania diretta da Francesco Curcio, nei confronti di sette persone di età compresa tra i 19 e i 43 anni. I provvedimenti nascono da un’indagine condotta dai Carabinieri delle Compagnie di Paternò e Catania Fontanarossa insieme alla Squadra Mobile della Questura etnea.

I reati contestati a vario titolo riguardano la detenzione e il porto illegale di armi comuni da sparo, clandestine e da guerra, la ricettazione di armi, la detenzione abusiva di munizioni, il possesso illegale di un giubbotto antiproiettile e la detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Per tutte le contestazioni è stata applicata l’aggravante del metodo mafioso e della finalità di agevolare il clan attivo nel quartiere di Monte Po.

La sparatoria a Motta Sant’Anastasia

Le indagini hanno preso il via dalla sera del 23 agosto scorso, a seguito di una segnalazione giunta alla Centrale Operativa dei Carabinieri per un conflitto a fuoco in via Oberdan, a Motta Sant’Anastasia. Sul posto i militari hanno recuperato diversi bossoli e ogive, avviando i rilievi tecnici con la Sezione Investigazioni Scientifiche e analizzando le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza.

Dalla ricostruzione dei filmati è emerso che un’utilitaria con due persone a bordo era stata inseguita e raggiunta da due scooter con quattro uomini complessivi. Dopo un primo scontro con un veicolo in sosta causato dagli spari, i due occupanti dell’auto sono scesi: il conducente si è nascosto tra le macchine, mentre il passeggero ha risposto al fuoco costringendo gli aggressori alla fuga. Le indagini hanno consentito di identificare un ventenne, ritenuto responsabile di tentato omicidio aggravato e reati in materia di armi, già sottoposto a fermo e ristretto in carcere dopo la convalida del GIP. L’episodio si inserirebbe nella rivalità tra il gruppo di Monte Po e la fazione dei “Cursori Milanesi”.

Il blitz a Monte Po e il materiale sequestrato

Un secondo episodio decisivo si è verificato il 26 agosto in via Leonardo Vigo, nel quartiere Monte Po. Una pattuglia della Stazione Carabinieri di Catania Nesima ha sorpreso un gruppo di circa otto persone, alcune delle quali indossavano tute da lavoro, una divisa da soccorritore e un passamontagna.

Alla vista dei militari i presenti sono fuggiti abbandonando un borsone. All’interno le forze dell’ordine hanno rinvenuto una pistola calibro 22 con matricola abrasa, munizioni di vario calibro (tra cui 19 cartucce 7,62×39 per armi tipo AK-47), oltre due chilogrammi di marijuana, un giubbotto antiproiettile mimetico, un passamontagna, tute monouso, guanti in lattice e una giacca del 118.

La pianificazione dell’agguato

L’esame incrociato dei filmati di zona ha mostrato i componenti del gruppo mentre arrivavano sotto i portici, cambiavano abbigliamento, indossavano protezioni e maneggiavano armi. Tra le sequenze registrate figurano la consegna di una pistola tra due indagati e la presenza di un uomo in divisa da soccorritore con due armi da fuoco nella cintola. Tra i presenti è stato riconosciuto anche il ventenne coinvolto nella sparatoria di Motta Sant’Anastasia, immortalato con tuta monouso, guanti e pistola.

Secondo gli investigatori, il gruppo si stava equipaggiando per eseguire un’azione armata imminente nel contesto dello scontro in atto tra le due fazioni criminali. L’arrivo della pattuglia dell’Arma ha interrotto i preparativi prima che il commando potesse entrare in azione.

L’esecuzione dei fermi

Sulla base del quadro indiziario raccolto da Carabinieri e Polizia, la Procura Distrettuale ha emesso i sette fermi per bloccare l’escalation di violenza sul territorio. Il procedimento versa attualmente nella fase delle indagini preliminari e per tutti i soggetti coinvolti vige il principio di presunzione di innocenza fino all’eventuale condanna definitiva.