I Carabinieri del nucleo radiomobile di Catania, impegnati nei quotidiani servizi di controllo del territorio finalizzati al contrasto dell’illegalità diffusa, hanno denunciato un uomo di 40 anni, residente a Bronte, sulla base degli indizi raccolti e da verificare nelle sedi competenti, per una serie di condotte violente e oppositive culminate nell’aggressione a un medico in servizio presso il Pronto Soccorso del Policlinico di via Santa Sofia.

Segnalato un paziente visibilmente alterato

L’intervento dei militari è scattato in seguito alla richiesta urgente di supporto proveniente dal personale sanitario, che segnalava la presenza di un paziente in forte stato di agitazione psicomotoria, verosimilmente dovuta all’abuso di alcool. Giunti sul posto, i Carabinieri hanno ascoltato il medico coinvolto, il quale ha riferito che, durante le procedure di cura e nel tentativo di tranquillizzare l’uomo, quest’ultimo aveva improvvisamente perso il controllo, colpendolo con violenza a un braccio e inveendo contro di lui.

L’uomo rintracciato dai militari

Mentre il personale sanitario cercava di ripristinare le condizioni di sicurezza, l’aggressore si era allontanato dal reparto. I Carabinieri lo hanno rintracciato poco dopo all’esterno della struttura, ma l’uomo ha rifiutato di fornire le proprie generalità e di esibire un documento, opponendosi in modo categorico ai controlli e tentando di sottrarsi agli accertamenti. Condotto in caserma per l’identificazione, il quarantenne ha nuovamente manifestato un comportamento aggressivo, arrivando a colpire i militari e ostacolando le operazioni di rito. I Carabinieri lo hanno bloccato in sicurezza e richiesto l’intervento del personale del 118 per verificare le sue condizioni fisiche. Una volta identificato, l’uomo è stato denunciato per rifiuto d’indicazioni sulla propria identità, lesioni a pubblico ufficiale e violenza o minaccia a pubblico ufficiale, ferma restando la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

L’episodio conferma l’importanza dell’azione tempestiva delle pattuglie dell’Arma nel garantire la sicurezza dei presidi sanitari e nel tutelare il personale medico, sempre più spesso esposto a situazioni di tensione durante le attività di emergenza e assistenza.