Sparatorie in pieno giorno, armi da guerra, piazze di spaccio trasformate in veri e propri fortini inaccessibili e servitori dello Stato aggrediti con ferocia durante il servizio. È una fotografia drammatica e senza filtri quella scattata dal SIAP Catania (Sindacato Italiano Appartenenti Polizia), che ha deciso di indirizzare un accorato e urgente appello al Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, e al Presidente dell’ARS, Gaetano Galvagno, chiedendo un intervento politico immediato nei confronti del Governo nazionale.
Il confronto con il Nord e la beffa degli organici
Il Siap solleva una pesante polemica sulla gestione delle risorse umane da parte del Viminale. «Milano e le grandi città del Nord meritano sicurezza e rinforzi, ma la Sicilia non ne merita meno – denuncia il sindacato di Polizia –. Il fenomeno dei “maranza” richiede attenzione, ma il Ministero dell’Interno non può dimenticare che in Sicilia esiste ancora la mafia».
I numeri del resto parlano chiaro e penalizzano l’isola: nei piani strategici nazionali dell’inizio del 2026, all’intera Sicilia sono state destinate appena 336 unità, una cifra inferiore a quella riservata alla sola città di Milano. Inoltre, su circa 7.000 nuovi agenti assunti, nessuno è stato inizialmente instradato verso le questure siciliane, nonostante una popolazione di quasi cinque milioni di abitanti e un territorio vasto da controllare.
“Non chiamateli rinforzi: sono rimpiazzi e non bastano neppure a sostituire i pensionamenti”, tuonano i rappresentanti dei lavoratori. Nella sola provincia di Catania il buco in organico ha ormai raggiunto la cifra monstre di 400 unità.
Uffici dimezzati e straordinari non pagati dal 2024
La carenza di personale emerge chiaramente dalla campagna di ascolto “I BLITZ del SIAP” condotta nelle scorse settimane direttamente all’interno dei posti di lavoro. La carenza strutturale mette in ginocchio le Volanti, la Squadra Mobile e i Commissariati: per tappare i buchi si ricorre a turni massacranti, agenti degli uffici amministrativi dirottati in strada e un ricorso sistematico ai turni straordinari di 4 o 6 ore, molti dei quali – denuncia il Siap – risultano ancora non liquidati e in attesa di pagamento addirittura dal 2024.
L’appello alle istituzioni: “Dalla solidarietà si passi ai fatti”
Se da un lato il Siap esprime forte apprezzamento per la vicinanza manifestata da Schifani e Galvagno e per le misure concrete già attive (come la gratuità del trasporto pubblico per le forze dell’ordine), dall’altro si chiede adesso un cambio di passo istituzionale. Sfruttando le prerogative dello Statuto Speciale, che riconosce al Governatore siciliano un ruolo di rilievo in materia di ordine pubblico, il sindacato chiede la convocazione urgente di un tavolo e un’iniziativa formale presso il Ministero dell’Interno per ottenere invii straordinari di personale.
L’obiettivo è anche quello di portare il caso Catania all’interno dell’Assemblea Regionale Siciliana e di fronte alla Commissione regionale Antimafia per un’audizione ad hoc. “La politica dimostri concretamente la propria vicinanza mettendo chi serve lo Stato nelle condizioni di proteggere i cittadini – conclude la nota della Segreteria Provinciale del Siap –. Senza uomini e mezzi adeguati, Catania rischia di essere lasciata sola”.






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