Catania

Etna, dichiarato lo stato di crisi per la pioggia di cenere

Il governo Musumeci dichiara lo stato di crisi regionale e chiederà a Roma lo stato di emergenza per le decine di Comuni raggiunti dalla cenere dell’Etna. Lo ha annunciato il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, dopo un incontro con il capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina.

Nuova fontana di lava

Stamane, intanto, una ulteriore fontana di lava e la ricaduta piroclastica sui Comuni del versante Est, in particolare, Sant’Alfio, Giarre, Mascali, hanno reso la situazione ancora più critica. La Protezione civile regionale ha già attivato i suoi funzionari della sede di Nicolosi e Catania per effettuare dei monitoraggi e sopralluoghi. Il presidente Musumeci ha annunciato una prima erogazione di un milione di euro a favore dei Comuni colpiti e l’avvio delle procedure per l’acquisto di mezzi idonei alla asportazione della cenere, da tenere a disposizione dei sindaci in caso di necessità. Al tempo stesso il governatore ha affidato all’assessore alla Salute Ruggero Razza il compito di verificare con le istituzioni sanitarie nazionali se la cenere vulcanica possa costituire pregiudizio alla salute delle persone che ne vengono a contatto. “È solo un eccesso di prudenza – puntualizza Musumeci – ma, come si sa, la prudenza non è mai troppa”.

Il nuovo parossismo di questa mattina

Sull’Etna si è registrato un nuovo evento parossistico dal cratere di sud – est con fontana di lava e l’emissione di una nube eruttiva alta 10 chilometri che ha anche provocato una ‘pioggia’ di cenere e lapilli sul versante orientale dell’edificio vulcanico.

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Il fenomeno si è concluso, anticipato dalle 2 della notte scorsa da attività stromboliana che ha coinvolto anche i crateri Voragine, Bocca Nuova e Nord-Est.

La fase odierna ha avuto il suo picco alle 7, quando l’attività del cratere di sud – est è passata da stromboliana a fontana di lava.

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L’INGV – OE di Catania ha rilevato la formazione di una colonna eruttiva che ha superato l’altezza di 10mila metri sul livello del mare, disperdendosi in direzione est.

Dalla bocca effusiva, che si è aperta il 4 marzo scorso alla base del cratere di sud est, è emersa una colata che si è riversata nella Valle del Bove.

Il tremore vulcanico

A partire dalle 7,45 il tremore vulcanico ha subito un rapido decremento dell’ampiezza portandosi a livelli medio-bassi e gli eventi infrasonici sono tornati di debole energia.

L’attività di fontana di lava è cessata alle 8,10. Permane ancora una debole attività di emissione di cenere. La nube vulcanica, che si disperde nel settore orientale, ha prodotto prevalentemente ricaduta di cenere e lapilli sui paesi etnei di Milo, Fornazzo, Trepunti, Giarre, Macchia di Giarre, Mascali, Riposto e Torre Archirafi.

L’aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania è operativo.

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