Non è solo una questione di importi. È chi decide come spenderli.
Con l’approvazione dello schema di convenzione, le funzioni di attuazione, monitoraggio e controllo degli interventi passeranno dai dipartimenti regionali a una coalizione di ventidue Comuni del Catanese.
Cos’ha deciso la Giunta
Il provvedimento è stato approvato dalla Giunta regionale su proposta del presidente Renato Schifani.
Riguarda il riconoscimento come organismo intermedio dell’Autorità urbana di cui fanno parte il capoluogo etneo e altri ventuno Comuni del comprensorio, nell’ambito delle strategie territoriali del Pr Fesr Sicilia 21-27.
Quella di Catania è la quarta Area urbana funzionale a ricevere il via libera, dopo Ragusa, Siracusa e Sicilia centrale.
I numeri del territorio
L’area interessata si estende per oltre 650 chilometri quadrati.
La popolazione complessiva è di circa 690mila abitanti, secondo il dato aggregato tratto dal dossier statistico del 2023.
I progetti già individuati sono più di novanta, per un importo complessivo di 123 milioni di euro.
Dove andranno le risorse
Gli ambiti di intervento indicati coprono più settori.
Ci sono l’efficienza energetica degli edifici pubblici e delle reti di illuminazione e le fonti rinnovabili. C’è la mobilità, compresa quella dolce e ciclopedonale. C’è la rigenerazione urbana.
Seguono la riqualificazione di edifici scolastici e impianti sportivi, l’adeguamento sismico, la valorizzazione del patrimonio e degli spazi culturali, la digitalizzazione e il rafforzamento della capacità amministrativa.
I Comuni della coalizione
Oltre a Catania, che esprime l’ente capofila attraverso l’Autorità urbana della Fua, fanno parte della coalizione Aci Bonaccorsi, Aci Castello, Aci Catena, Aci Sant’Antonio, Acireale, Belpasso, Camporotondo Etneo, Gravina di Catania, Mascalucia, Misterbianco, Motta Sant’Anastasia, Nicolosi, Pedara, San Giovanni la Punta, San Gregorio di Catania, San Pietro Clarenza, Sant’Agata li Battiati, Trecastagni, Tremestieri Etneo, Valverde e Viagrande.
I prossimi passaggi
L’iter non è concluso.
I dipartimenti responsabili degli interventi, ovvero Autonomie locali, Energia, Protezione civile e Infrastrutture, mobilità e trasporti, dovranno ora siglare la convenzione per l’assegnazione delle funzioni, secondo quanto previsto dalla normativa europea e dal sistema di gestione del Pr Fesr.
Seguirà la firma dell’accordo di programma tra il presidente della Regione e il referente del nuovo organismo intermedio. Sarà quel passaggio a definire i compiti per l’attuazione della strategia e a sbloccare la prima anticipazione delle somme previste.
Il quadro complessivo
La vicenda di Catania si inserisce in un processo più ampio.
Sono sedici su diciannove le autorità urbane e territoriali che hanno già richiesto il riconoscimento come organismi intermedi nell’ambito del programma Fesr: sette aree urbane funzionali, tra cui Palermo, Messina, Catania, Ragusa, Siracusa, Gela e Caltanissetta, e nove aree interne.
Queste ultime sono Madonie, Calatino, Mussomeli, Troina, Nebrodi, Corleonese Sosio e Torto, Santa Teresa di Riva delle Valli Joniche, Val Simeto-Etna e Sicani.
Le verifiche sui requisiti delle singole coalizioni sono in corso, a cura del dipartimento Programmazione della Presidenza e dei dipartimenti responsabili degli interventi.
Hanno già firmato gli accordi di programma con il presidente della Regione le Fua di Ragusa e Siracusa e le Aree interne Madonie, Troina e Nebrodi.
Quanto vale il pacchetto
Le risorse complessivamente ripartite ammontano a 648 milioni per otto Aree urbane funzionali e a 339 milioni per undici Aree interne.
Includendo i Sistemi intercomunali di rango urbano e l’Area isole minori, le somme destinate alle politiche territoriali raggiungono 1 miliardo e 257 milioni di euro, distribuiti tra ventisette coalizioni.
Per le coalizioni riconosciute come Autorità urbane e territoriali ma non come organismi intermedi, le funzioni di attuazione, monitoraggio e controllo continueranno a essere svolte dai dipartimenti regionali.






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