A Catania

La metro è off limits ai disabili| “Ascensori da sempre fuori uso”

A causa di alcune importanti barriere architettoniche e dei dieci ascensori mai messi in funzione, i portatori di handicap non possono usufruire, allo stato attuale, della Metropolitana di Catania e di altri servizi FCE.

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Lo segnalano la Cgil e la Filt Cgil di Catania, aggiungendo che in particolare gli ascensori – ormai fatiscenti ed inutilizzabili- al momento della progettazione (anni 70-80) fossero a norma di legge, ma già al momento dell’inaugurazione, e cioè nel 1999, non fossero più idonei poiché la legge che regola la materia era già cambiata.

Ma com’è possibile che in 17 anni gli ascensori non siano stati adeguati alle nuove normative? -chiedono in una nota il segretario generale della Cgil Giacomo Rota, insieme al segretario generale del sindacato dei trasporti della Cgil di Catania, Alessandro Grasso e Fabrizio D’Aprile dell’Ufficio H della Cgil – Come può essere che un’ opera inaugurata nel 1999 non abbia previsto l’abolizione delle barriere architettoniche come prevede la legge 13 del 1989? La Metropolitana di Catania risulterebbe in regola solo formalmente, poiché a suo tempo furono previsti e realizzati gli ascensori in ogni fermata. Peccato che non siano mai stati messi in funzione”.

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Secondo la Cgil e la Filt Cgil di Catania, però, i problemi per i disabili non finiscono qui. Ai disabili risulta infatti impossibile accedere sia al servizio ferroviario extraurbano (treni di superficie) che agli autobus gestiti dalla Ferrovia Circumetnea.

Nelle varie stazioni che si snodano attorno all’Etna e fermate dei bus, non ci sono le scivole necessarie per accedere ai mezzi di trasporto; in molte stazioni l’accesso è davvero problematico.

In merito al servizio ferroviario in galleria, i problemi non si limitano al servizio urbano metropolitano ma si estendono infatti anche al servizio ferroviario extra-urbano. La FCE gestisce la tratta ferroviaria che si snoda da Catania Borgo a Riposto, linea che attraversa numerosi centri abitati ubicati attorno al vulcano Etna.

Negli ultimi anni, in base ad un progetto di ammodernamento, sono state costruite delle gallerie che permettono ai treni della FCE di attraversare sotterraneamente i centri abitati di Santa Maria di Licodia, Biancavilla ed Adrano.

Nelle gallerie sono state previste diverse stazioni interrate moderne e funzionali che permettono agli utenti di accedervi tramite scale mobili e ascensori regolarmente funzionanti.

I problemi di queste gallerie, riguardano purtroppo le emissioni dei fumi di scarico delle automotrici elettrodiesel che ristagnano all’interno delle stesse.

“Numerose segnalazioni da parte degli utenti ci informano che nelle ore di maggiore frequenza dei treni l’aria è irrespirabile con nubi di fumo ben visibili. -concludono Rota, Grasso e D’ Aprile- Ci chiediamo com’è possibile che all’interno di gallerie di recentissima realizzazione e, quindi sicuramente dotate di sistemi di aspirazione dei fumi, sia presente un problema così grave e dannoso agli utenti che ai lavoratori. È arrivato il momento che l’amministrazione della Ferrovia Circumetnea si dimostri sensibile nei confronti dei disabili e permetta loro di usufruire di questo servizio pubblico a loro purtroppo negato”.

La metropolitana di Catania, inaugurata nel 1999, nonostante si estenda per un tratto relativamente breve (3,8 Km di cui 2 in galleria e 1,8 in superficie) collega Catania Borgo con il Porto di Catania; è aperta solo nei giorni feriali con numerosi treni (uno ogni 15 minuti in entrambe le direzioni) ed è probabile che entro l’anno in corso, verranno inaugurate ulteriori tratte in galleria che collegheranno piazza Stesicoro e Nesima.

Per questo potrebbe dunque rappresentare una valida alternativa nell’ambito dei trasporti pubblici locali, con un contributo importante alla salvaguardia dell’ambiente.

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