Da quattro giorni nella sede di Palermo dell’Aias, che si trova in via Bernini, si muore di caldo. Un dato che fa notizia se si considerano gli innumerevoli disagi per chi la frequenta. Si tratta infatti di un centinaio di bambini disabili, perché il centro è una struttura riabilitativa dell’Associazione italiana Assistenza spastici.

L’impianto di condizionamento è rotto, ed i fisioterapisti lavorano con porte e finestre aperte. E sorge il secondo problema: l’ambiente circostante è pieno di zanzare che infastidiscono i presenti.

A denunciarlo sono i genitori dei disabili che effettuano terapia all’Aias.
Dopo innumerevoli proteste, oggi gli è stato risposto che stanno provvedendo a sistemare i climatizzatori.

“Ma al Centro molte cose non funzionano, ed i nostri bambini non vengono tutelati, mentre dovrebbero trovare un ambiente accogliente e confortevole”, riferisce a BlogSicilia Margherita Bravo, dell’Associazione italiana Lotta Abusi nonché madre di Gabriele, un bimbo che frequenta l’Aias sei giorni a settimana.

Come si vede anche dalle foto che pubblichiamo, non è che all’Aias regnino ordine e pulizia. Come riferisce ancora Margherita “i materassini ed i cilindri per la riabilitazione sono rotti, il materiale didattico è inadeguato o inesistente, e spesso anziché essere conservato in appositi armadietti viene lasciato a terra, in barba alle più elementari norme di igiene e molti dei nostri ragazzi hanno patologie che li rendono assai vulnerabili alle infezioni”.

La struttura necessita senz’altro di miglioramenti: la sala d’attesa è piccola e contiene a malapena due persone in carrozzina e l’uscita di sicurezza è una vera e propria barriera architettonica: dotata di saracinesca, ha persino un gradino.

Eppure il centro è importante punto di riferimento per i bimbi disabili, sebbene molte cose non funzionino come dovrebbero. I genitori dei bambini sono sul piede di guerra. Minacciano denunce e chiedono che venga ripristinata la normalità, anche se in molti non credono ad un futuro diverso per la struttura e pur sforzandosi di essere ottimismi non nascondono una smorfia di amarezza.

Già perché sull’Aias incombono le ombre del passato.
La sede è da circa un anno commissariata dopo che il presidente Giorgio Di Rosa è stato indagato insieme al figlio per presunta malversazione ai danni dello Stato e truffa aggravata. Avrebbe utilizzato parte dei fondi destinati all’Aias per pagarsi hotel, viaggi e spese personali.