Il Gip di Catania ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per le 8 persone fermate 4 giorni fa dalla squadra mobile in esecuzione di un provvedimento della locale Procura distrettuale accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere aggravata, reati reati contro il patrimonio, furto, estorsione e rapina.

Tra i destinatari del provvedimento anche un poliziotto che era in servizio alle Volanti ritenuto responsabile della partecipazione all’associazione e di concorso in reati fine.

Le indagini erano state avviate nel giugno scorso dalla squadra mobile su una serie di furti aggravati con la modalità
della cosiddetta “spaccata” e rapine a esercizi commerciali ed aree di servizio del capoluogo. Le indagini hanno permesso di individuare e, successivamente, monitorare, un’associazione per delinquere che agiva durante le ore notturne, spesso utilizzando autovetture e motocicli provento di furto.

L’attività dalla polizia avrebbe consentito anche di ricostruire l’organigramma dell’associazione, identificandone promotori ed organizzatori e gli altri componenti del sodalizio. Durante le indagini è stato sventato una rapina in appartamento, arrestando in flagranza di reato uno dei promotori dell’associazione ed il suo complice, all’atto di introdursi all’interno dell’abitazione di due anziani coniugi.

Avrebbe sfruttato il suo ruolo di sovritendente della polizia per eseguire una perquisizione illegale nell’abitazione di una donna da rapinare, facendosi indicare dove era la cassaforte e scoprendo che nella casa c’erano 15mila euro. Poi avrebbe passato le informazioni ai complici ai quali avrebbe cercato di garantire ‘protezione’ dalla presenza della squadra mobile intervenendo sul posto. E’ uno degli episodi contestati a Maurizio D’Itria, 45 anni, originario di Pordenone, fra i fermati dalla polizia per associazione per delinquere e concorso in tentata rapina.

L’assalto saltò perché la squadra mobile da tempo indagava sulla banda e intercettava le telefonate di alcuni dei suoi componente, compreso il loro collega ‘infedele’. Così la sera della rapina la squadra mobile intervenne e arrestò in flagranza di reato Giuseppe Principato, di 23 anni, e Enzo Aiello, di 30. Il sovrintendente e i due arrestati, secondo l’accusa, farebbero parte di un’associazione per delinquere dedita a furti e rapine.

Il provvedimento restrittivo riguarda nove persone, otto sono state fermate su richiesta della Procura distrettuale di Catania e un indagato è attualmente irreperibile. Nei loro confronti il Gip Loredana Pezzino, dopo l’udienza di convalida, ha emesso un’ordinanza cautelare in carcere.