Le ricerche petrolifere in Sicilia possono continuare. Dopo il no alla sospensiva richiesta dal Comune di Noto, arriva un secondo no del Tar che nega analoga sospensiva richiesta, stavolta, dal Comune di Modica. Anche in questo caso si tratta solo della prima fase. Il Tar non emette ordinanza sospensiva ma si riserva la decisione nel merito in seguito

La scelta è ancora del Tar di Catania ed è stata assunta appena ieri a valere sul ricorso presentato dal Comune di Modica. Una istanza che veniva valutata più ‘subdola’ dagli avvocati della Regione e delle aziende che hanno ottenuto le concessioni per le ricerche.

Se Noto,chiedeva la sospensione del provvedimento regionale pubblicato in gazzetta della Regione il 2 agosto successivo che ha definito ‘in via preliminare l’iter procedimentale dell’istanza di permesso di ricerca di idrocarburi denominata Fiume Tellaro” per questioni ambientali e turistiche legando la propria istanza proprio alla vocazione del territorio, Modica faceva invece leva sul decreto nazionale blocca Trivelle.Ma il Tar ha ritenuto che il decreto non si applichi in Sicilia automaticamente visto che la Regione è a Statuto Speciale e gode di una legislazione autonoma e di competenze specifiche in materia

Di fatto il decreto che permette la ricerca non è stato sospeso anche se il Tar si pronuncerà nel merito in una successiva udienza. Va, dunque, alla Regione siciliana anche il secondo round di una battaglia che si preannuncia sempre più lunga.

Dopo la negativa del Tar all’Istanza di Noto si erano sollevati gli ambientalisti facendo notare che il giudizio di merito non è ancora avvenuto e dunque non c’è una vera e propria decisione del Tar e ribadendo la pendenza di altri giudizi, quello di Modica appunto ed un altro ricorso presentato dalle associazione ambientaliste sul quale il Tar dovrà pronunciarsi.

Per parte sua il Comune di Noto ribadisce le proprie convinzioni e annuncia che proseguirà nella sua azione legale anche se ritenuto ‘territorialmente incompetente’.

Ma se ci sono sindaci schierati contro, ci sono anche sindaci schierati a favore delle ricerche petrolifere e ci sono battaglie ambientaliste che si scontrano con interessi economici dei comuni.

Insomma la guerra  è appena iniziata.