Il comando provinciale della Guardia di Finanza di Catania ha eseguito questa mattina un’ordinanza di misure cautelari nei confronti di 8 persone coinvolte in un presunto giro di corruzione e mazzette all’interno dell’are compartimentale catanese di Anas spa. Una persona è stata condotta in carcere e 7 indagati sono finiti invece ai domiciliari. Le misure cautelari sono state emesse dal gip di Catania che ha anche disposto la sospensione all’esercizio di pubblico ufficio a un dirigente Anas.

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L’operazione di oggi è il risultato di un primo filone di un’attività investigativa molto più ampia: l’operazione “Buche d’oro” condotta dal Nucleo di Polizia Economico- Finanziaria di Catania. Coordinata dalla Procura etnea. La maxi inchiesta vede coinvolti dirigenti e funzionari della società Anas spa che si occupano della manutenzione delle strade e dei raccordi stradali della Sicilia Orientale. Nell’inchiesta spuntano anche i nomi di diversi imprenditori del settore edile di diverse provincie siciliane.

Già il 220 settembre scorso erano stati ordinati dal gip alcune misure cautelari. Con quelle di questa mattina viene completato il primo filone dell’inchiesta che in futuro potrebbe riservare altri colpi di scena.

Sono tre i funzionari Anas finiti in carcere prima e ai domiciliari dopo lo scorso 20 settembre e che questa mattina hanno ricevuto un’altra misura cautelare. Si tratta di dei geometri Riccardo Carmelo Contino, Giuseppe Panzica e dell’ingegnere Giuseppe Romano. Ai tre vengono contestati altri episodi nei quali avrebbero raggiunto accordi di spartizione con imprese compiacenti per l’esecuzione di alcuni lavori di rifacimento di strade statali della Sicilia orientale.

Con i risparmi derivanti dai lavori sulle strade siciliane, sarebbero state finanziate le tangenti. Lavori eseguiti solo in parte oppure eseguiti “in economia” che consentivano ampio spazio di “manovra” e dei risparmi di circa il 20% dei lavori appaltati che venivano assegnati per un terzo ai dipendenti Anas corrotti e, per la parte restante, restava nelle casse dei corruttori.

Per Antonino Urso, capo del Centro Manutenzione “A” dell’Area Compartimentale Anas di Catania, il gip ha disposto l’interdizione dall’esercizio di pubblico ufficio per un anno. Il dirigente avrebbe svelato la presunta rete di corruzione nella quale erano coinvolti anche altri funzionari dell’Anas.

Attraverso intercettazioni ambientali, accertamenti bancari, l’analisi delle documentazioni dei lavori e attraverso interrogatori, le Fiamme Gialle hanno ricostruito episodi di elargizione di mazzette di denaro contante a 5 funzionari infedeli Anas per centinaia di migliaia di euro. Gli uomini della Guardia di Finanza hanno anche trovato nella casa di alcuni di essi denaro frutto delle presunte tangenti.