Convocata la stampa per fare chiarezza su quanto accaduto all’ospedale Cannizzaro di Catania, i sanitari escludono categoricamente che il medico che aveva in cura Valentina Milluzzo non abbia ‘operato’ perchè obiettore di coscienza.

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“I fatti dimostrano il contrario: che non c’è la base per parlare di obiezione di coscienza – ha detto il professore Paolo Scollo, primario del reparto di ginecologia e ostetricia dell’ospedale Cannizzaro di Catania – e quello che mi ha sorpreso e stupito – ha continuato il primario – di questa vicenda è quello che si sta creando. Se un evento drammatico di vuole trasformare in sensazionalismo mediatico questo la stampa non lo deve permettere. Nel momento in cui il medico, dopo il primo feto morto per aborto spontaneo, induce il secondo parto abortivo con ossitocina cosa c’è di obiezione di coscienza? Da cosa nasce l’enfatizzazione del medico obiettore di coscienza?”.

All’ospedale Cannizzaro i 12 medici in servizio al reparto di Ginecologia e ostetricia sono tutti obiettori di coscienza. 

“I dodici medici in servizio nel nostro reparto di ginecologia e ostetricia sono tutti obiettori di coscienza – ha continuato il primario – ma questo non ha alcuna rilevanza né col caso né col servizio reso a chi vuole fare ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza”.

“Nella nostra struttura – ha aggiunto Scollo – c’e sistema che permette di intervenire per l’interruzione volontaria di gravidanza, che è programmabile. E non ci sono liste di attesa. Ma quando c’è bisogno di un intervento urgente per un caso come quella della paziente si interviene e basta. Non c’entra niente essere obiettori o meno, in quel caso siamo soltanto medici e dobbiamo intervenire per salvare vite”.

VALENTINA MORTA PER UN’INFEZIONE