“Il ministro della difesa italiano, Lorenzo Guerini dopo un lungo silenzio, assicura che nessun velivolo in partenza dal territorio italiano ha partecipato all’uccisione del generale Soleimani a Baghdad. Nulla però ci dice del ruolo di controllo e guida che esercita la base di Sigonella sul complesso delle missioni dei droni, e quindi logicamente anche in questo caso, tanto nella preparazione che nell’esecuzione dell’omicidio. Questa è la domanda che abbiamo posto e che rimane decisiva per il presente e per il futuro”.

A dirlo è Luca Cangemi, della segreteria nazionale del Partito Comunista Italiano che continua “Ancora più grave è il perdurante silenzio del ministro sull’attività, in queste ore, delle basi USA in Italia nella crisi internazionale innescata dall’azione degli Stati Uniti in Iraq- aggiunge – ribadiamo la nostra richiesta al governo di chiarire fino in fondo il ruolo effettivo che stanno svolgendo le basi USA e Nato in Italia in questi giorni pericolosissimi, ribadiamo con forza la richiesta di una posizione netta che impedisca ogni coinvolgimento in ulteriori azioni di guerra, che sono contro la Costituzione e contro gli interessi fondamentali del nostro paese“.

“Chiamiamo ai cittadini e le cittadine del nostro paese a mobilitarsi per la pace – conclude Cangemi – e perché il nostro paese non sia più una piattaforma armata degli interessi dell’imperialismo statunitense”.

Sposa la tesi dell’insufficienza dei serbatoi dei droni di stanza a Sigonella il movimento No Muso che., comunque, non considera sufficiente nenache inq uesto caso la smentita ne l’auto assoluzione italiana sul ruolo anche del Muos.

Almeno dal 2016 la base siciliana infatti ospita i nuovi MQ9, aggiornamento del MQ1, con il benestare del governo italiano. Ciononostante lo stato italiano ha posto alcuni vincoli all’utilizzo degli aerei senza pilota attraverso degli accordi bilaterali del 17 gennaio 2013.

Questi vincoli prevederebbero la necessaria informazione da parte degli Usa del governo italiano. Comunicazione che non è mai avvenuta.

“Ancora una volta chi ci governa si dimostra il servo sciocco – dicono i No Muos – degli interessi imperialisti del governo statunitense che, per difendere la sua egemonia in Medio Oriente (più volte messa in discussione), è pronto a scatenare una guerra che ancora una volta vedrà come vittime i martoriati popoli di quelle terre. Perché nonostante il drone molto probabilmente non sia partito dalla base di Sigonella è qui che potrebbe aver fatto uno scalo tecnico.

“E apprendiamo da alcuni fonti fidate – concludono – che il Muos sarebbe stato utilizzato per la geolocalizzazione e la verifica del target”.

Dal 2011 anche Sigonella dispone di un sistema identico a quello di Ramstein. Il sistema fornisce in tempo reale i dati alla base Creech Air Force Base situata in Nevada, il centro da cui vengono pilotati i droni e da cui è partito l’attacco al generale Soulemani secondo tutti gli osservatori internazionali. Quindi Sigonella e il Muos, all’insaputa del governo italiano e come denunciamo da anni, hanno avuto un ruolo cruciale nell’attacco terroristico: nella guerra 3.0 la responsabilità politica e militare delle basi Usa presenti nel territorio nazionale infatti non può limitarsi alla semplice individuazione, ormai superata, dell’aeroporto di partenza”.

In serata arriva anche un’altra smentita di parte americana. “La Nas Sigonella non ha avuto alcun ruolo” nel raid americano in cui è stato ucciso il generale Soleimani. Lo afferma all’ANSA il portavoce della US Navy della stazione aeronavale della marina Usa della base, tenente di vascello Karl Schonberg. A Sigonella sottolinea “non c’è stato alcun cambiamento nel livello d’allerta dell’area operativa del Comando europeo degli Usa (Useucom Aor)”. “Tuttavia – aggiunge – rimaniamo vigili e continueremo a mettere la sicurezza al primo posto in tutto quello che facciamo. Stiamo monitorando attentamente la situazione e siamo pronti a supportare qualsiasi emergenza ci venga richiesta”.