Due appuntamenti, due libri, due scrittori, due momenti di riflessione. Domani (Martedì 27 Giugno) e Mercoledì (28 Giugno), la sede sociale del Circolo Velico Sferracavallo (Via Plauto, 27) ospiterà le presentazioni dei libri Palermo, un’idea di cui è giunto il tempo dell’assessore comunale alla Rigenerazione urbana e Professore ordinario di Urbanistica, Maurizio Carta e L’arte dell’esperienza dell’attore, produttore e sceneggiatore romano Marco Bonini.

 

Domani alle 19,30 con Maurizio Carta – introdotti dal presidente del CVSF Giuseppe Giunchiglia – dialogheranno il sovrintendente del Teatro Massimo, Marco Betta e  la psicoterapeuta Maria Teresa Triscari. Interverrà il Sindaco di Palermo, Prof. Roberto Lagalla.

 

Palermo, città cosmopolita per natura, raccontata e immaginata in un libro che la propone come laboratorio permanente della direzione che possono prendere le città del sud globale. 

Un libro che racconta Palermo come un’idea che deve diventare pensiero collettivo per farsi azione e generare evoluzione. Dieci mosse sorreggono strategie creative e di rigenerazione urbana che ambiscono a diventare la piattaforma per un dibattito pubblico, spingendo ad agire come costruttori di cattedrali: con visione politica lungimirante e intervento tempestivo.  Il libro condivide un’idea urbanistica necessaria, atta a generare un progetto di città capace di sconfiggere bruttezza, degrado, povertà e criminalità. 

Palermo, un’idea di cui è giunto il tempo (Ed. Elementi Marsilio) è un messaggio per chi non è ancora nato, perché possa essere felice di nascere e crescere nella propria città. 

 

 

Mercoledì alle 18,30 sarà la volta del libro L’arte dell’esperienza (Ed. La nave di Teseo) di Marco Bonini. L’attore  – dopo i saluti introduttivi del Presidente Giunchiglia – dialogherà con la giornalista Ivana Baiunco.

L’arte dell’esperienza è una riflessione necessaria sulla funzione pubblica dell’attore, ossia sull’importanza della rappresentazione dell’esperienza umana. È un libretto di istruzioni che spiega in modo semplice e diretto i meccanismi intimi e filosofici che legano interprete, personaggio e spettatore. «Rappresentare l’esperienza umana tramite la recitazione  – spiega l’attore – non è utile solo per divertirci o appassionarci con quello che vediamo su un palco in teatro, o su uno schermo, non è d’interesse collettivo solo come specchio emotivo e identitario, cosa che d’altra parte, già di per sé, sarebbe sufficiente. L’esperienza della recitazione può essere anche un potentissimo strumento didattico e pedagogico. Recitare aiuta ad acquisire competenze emotive fondamentali. Gli attori sono operai delle emozioni; i loro strumenti, i loro mattoni, sono i sentimenti umani e l’alfabetizzazione emotiva – imparare a conoscere, riconoscere e gestire le nostre emozioni e quelle altrui – è il primo passo per recitare bene, ma anche per risolvere gravi urgenze sociali come bullismo, discriminazioni, violenza di genere e razzismo».

 

La partecipazione è libera. Per ulteriori informazioni contattare la segreteria del Circolo al 3425040881

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