«Il recente episodio della promozione apparsa sui social con contenuti inappropriati e offensivi non può essere liquidato come una semplice caduta di stile. È il segnale evidente di un problema più profondo: la mancanza di consapevolezza sull’impatto delle parole e delle immagini nel mondo digitale».
Lo dichiara la consigliera comunale di Catania del gruppo Mpa-Grande Sicilia, Simona Latino.
«Quando la comunicazione pubblica, soprattutto quella legata al divertimento e alla socialità, scivola nella volgarità o nell’oggettivazione, siamo di fronte a un vuoto culturale che deve essere colmato con urgenza. L’alfabetizzazione digitale non è più una competenza accessoria, ma una condizione essenziale per esercitare pienamente la cittadinanza nel nostro tempo».
La consigliera sottolinea come le trasformazioni legate all’intelligenza artificiale, all’automazione e ai nuovi ambienti digitali stiano ampliando il divario tra chi possiede strumenti adeguati e chi ne resta escluso.
«Esiste un divario cognitivo e tecnologico che rischia di accentuare le disuguaglianze, soprattutto tra i più giovani. Il rischio è duplice: da un lato la disinformazione, dall’altro una dipendenza cognitiva che riduce la capacità critica. Per questo è fondamentale intervenire subito, partendo dalle scuole e coinvolgendo famiglie e comunità educanti».
Latino propone quindi un’azione concreta e strutturata: «È necessario introdurre nelle attività scolastiche corsi di alfabetizzazione digitale, intesa non solo come capacità di utilizzo degli strumenti informatici, ma come sviluppo di una competenza piena. Una competenza che consenta agli studenti di navigare il web in modo consapevole, sicuro, efficace, innovativo e accessibile a tutti».
Un passaggio fondamentale riguarda il tema dell’inclusione: «Il divario digitale si riflette in modo ancora più marcato sugli studenti con disturbi dell’apprendimento o disabilità, che necessitano di strumenti adeguati per partecipare attivamente alla didattica. Una scuola realmente digitale deve abbattere le barriere e favorire l’inclusione scolastica e sociale, garantendo pari opportunità a tutti».
E inoltre: «Una scuola digitalmente accessibile significa anche promuovere competenze trasversali fondamentali per la cittadinanza attiva e per l’ingresso nel mondo del lavoro».
«Le Istituzioni», conclude Simona Latino, «assumono un ruolo cruciale come mediatori del cambiamento, in sinergia con le scuole, i centri civici e le biblioteche digitali. E chiedo quindi all’ Amministrazione e in particolare alla Direzione Pubblica Istruzione di verificare se siano già attive progettualità dedicate e, in caso contrario, di avviare al più presto percorsi strutturati. Non possiamo permetterci di restare indietro su un tema così decisivo per il futuro dei nostri giovani».
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