La FP CGIL Sicilia, insieme a UIL FPL e UGL Autonomie, ha chiesto un’audizione urgente alla V Commissione dell’Assemblea regionale siciliana e alla Presidenza della Regione per sbloccare definitivamente il percorso di assunzione a tempo indeterminato dei lavoratori ASU dei Beni culturali e delle Infrastrutture destinati alla Servizi Ausiliari Sicilia S.C.p.A. (SAS).

 L’iter per la stabilizzazione di questo bacino di lavoratori è infatti, di fatto, concluso in tutte le sue fasi operative: le risorse finanziarie sono state stanziate, le procedure selettive interne sono state completate, le visite mediche effettuate e le graduatorie sono già state definite. L’unico passaggio formale ancora necessario per arrivare alla firma dei contratti è l’approvazione del Bilancio consolidato della Regione Siciliana. “È inaccettabile – dichiarano le organizzazioni sindacali – che ritardi di natura burocratica o politica nell’approvazione di questo strumento contabile continuino a tenere in sospeso centinaia di lavoratori e le loro famiglie, vanificando un percorso che dura da anni e che è ormai giunto al traguardo”. 


A preoccupare ulteriormente i sindacati sono anche le recenti vicende di cronaca giudiziaria e politica che riguardano i vertici della società partecipata. Un clima che, secondo FP CGIL Sicilia, rischia di produrre una pericolosa paralisi amministrativa proprio nel momento decisivo per la conclusione della vertenza. “Il timore – spiegano le sigle – è che la situazione di incertezza ai vertici della SAS possa rallentare o bloccare la stipula dei contratti. Sarebbe un fatto gravissimo, perché i lavoratori ASU sono completamente estranei a queste dinamiche”. 


Per questo FP CGIL Sicilia, UIL FPL e UGL Autonomie chiedono un confronto immediato con la V Commissione dell’ARS e con il Governo regionale per chiarire in maniera definitiva le tempistiche di approvazione del Bilancio consolidato della Regione e ottenere rassicurazioni politiche e istituzionali affinché l’attuale crisi ai vertici della SAS non interferisca in alcun modo con le procedure di stabilizzazione già concluse. “In assenza di risposte rapide e concrete – concludono i sindacati – siamo pronti ad avviare tutte le iniziative di mobilitazione necessarie a tutela dei lavoratori”.

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