Domenica, per il primo giorno di esposizione, la visita del sindaco Pupillo. Agostino Messana, Direttore del Parco Archeologico: “Il rientro della statua è per noi un punto di partenza per una nuova stagione del museo, laboratorio di idee per la comunità”. Con Messana, sabato mattina a seguire le operazioni di trasporto e allestimento, era l’archeologo Massimo Frasca
“È un momento di grande gioia, la sintesi di un desiderio corale di tutta la comunità – amministrazioni, associazioni, club service e semplici cittadini – al quale abbiamo lavorato in silenzio per mesi. Il rientro del Kouros di Lentini è quindi per noi non un punto d’arrivo, ma un punto di partenza per tante nuove attività che vedono il Museo come luogo aperto alla comunità, uno spazio di incontro e laboratorio di idee e progetti per il territorio”.
Con queste parole Agostino Messana, direttore del Parco Archeologico di Leontinoi e Megara, ha salutato il ritorno al Museo di Lentini del celebre Kouros (V sec. a.C.), torso e testa rinvenuti tra il 700 e i primi anni del 900 nell’area di Lentini e ricomposti nel 2018 dopo una serie di studi specifici. Con Messana, sabato mattina a seguire le operazioni di trasporto e allestimento, era l’archeologo Massimo Frasca, già docente dell’Università di Catania e componente del CTS (Comitato Tecnico Scientifico) del Parco archeologico. Frasca ha sottolineato come la statua del Kouros: “Testimonia una fase importante della storia di Lentini, tra il VI e il V secolo a.C., quando la città era al massimo della sua storia e della sua ricchezza. Con un classe di aristocratici in grado di acquisire un’opera di tale bellezza proveniente dalla Grecia o di far venire in Sicilia artisti e scultori in grado di realizzarla a Lentini con il pregiato marmo greco”.
A vigilare sulle operazioni erano poi i Carabinieri del Nucleo di tutela del Patrimonio dei Beni Culturali (sezione Siracusa), con il luogotenente comandante Fabrizio Murarelli. A vigilare sulle operazioni erano le restauratrici del Parco e del Museo Paolo Orsi di Siracusa.
Domenica 13 settembre decine i visitatori venuti a dare il “bentornato” al Kouros. Fra questi il sindaco di Lentini, Vincenzo Pupillo, accolto personalmente dal direttore Messana, rappresentanti dell’amministrazione comunale e di associazioni culturali del territorio.
La statua del giovane greco è costituita da due elementi ritrovati in epoche diverse nelle aree di Lentini: la cosiddetta “testa Biscari”, proveniente dalla collezione del principe Biscari, ritrovata nel ‘700 e confluita al Museo civico di Castello Ursino a Catania; e il “torso di Leontinoi” rinvenuto a inizio ‘900 ed esposto al Museo Paolo Orsi di Siracusa. I due reperti sono stati assemblati nel 2018 dopo accurate indagini archeometriche e petrografiche volute dall’archeologo e assessore pro tempore Sebastiano Tusa. Da allora il “Kouros ritrovato” è stato ospitato a rotazione dai musei di Catania e Siracusa, da quello di Lentini (nel 2024) e ad Atene nel 2021/22.
Il Museo Archeologico Regionale di Lentini è aperto dal martedì al sabato, ore 9-17, la domenica 9-13. Lunedì chiuso. Biglietto intero 4 euro, ridotto 2. Gli ambienti sono climatizzati.
NOTIZIE STORICHE SUL KOUROS
LA TESTA. Datata al primo decennio del V secolo a.C., in marmo pario e grande al naturale, presenta un taglio netto sotto l’attacco del collo. Appartiene alla collezione del principe di Biscari, oggi al Museo civico di Castello Ursino. Da un catalogo inedito del Museo Biscari si apprende che la testa fu trovata nel Settecento nella città di Lentini (“in Leontinacivitate”), senza ulteriori precisazioni sul luogo esatto di rinvenimento. La somiglianza con la testa di Apollo delle monete battute dalla città del V sec. a.C. fu sottolineata già da Guido Libertini.
IL TORSO. L’archeologo Paolo Orsi acquistò il Kouros dal marchese di Castelluccio, registrandolo nell’inventario del Museo di Siracusa nel 1904. Pubblicandolo, Orsi dice che fu scoperto nella campagna di Leontinoi a seguito delle alluvioni del 1902, rimase poi abbandonato per diverso tempo in una fattoria e venne recuperato dal marchese. Negli anni successivi, come si evince dalla lettura dei taccuini, Orsi più volte cercherà di individuare l’esatto luogo di rinvenimento della statua, senza però arrivare a una conclusione definitiva.
IL KOUROS “RITROVATO”, storia del ricongiungimento
La prima proposta di riunire la testa Biscari con il torso del Museo di Siracusa si deve a Guido Libertini che, su suggerimento dello studioso Ludwig Pollak, aveva fatto eseguire un calco della testa per applicarla al torso. Il risultato, documentato da una fotografia pubblicata nel volume sul Museo Biscari edito nel 1930, fu ritenuto soddisfacente, anche se non definitivo. Alla conclusione che possa trattarsi di un’unica statua è giunta anche la ricerca di un team di studiosi che ne ha realizzato un’anastilosi virtuale mediante stampa tridimensionale (3-D), pubblicata nel Journal of Electronic Imaging nel 2017. La nuova proposta di assemblaggio della testa Biscari e del torso di Lentini è stata avviata nel 2018 con il restauro dei due reperti e le indagini archeometriche e petrografiche volute dall’archeologo Sebastiano Tusa. Le ricerche su tre micro-campioni di marmo delle due sculture hanno permesso di accertarne la provenienza dalla cava di Lakkoi nell’isola egea di Paro e, probabilmente, da uno stesso blocco di marmo.
LA “TOURNEE” DEL KOUROS
Dalla riunificazione dei due reperti del Kouros, celebrata con una mostra a Palermo nel 2018, la statua del giovane di Lentini è stata esposta a rotazione a Catania, Siracusa, Lentini ed Atene. Queste le tappe: 2019 Catania, 2020 Siracusa, 2021 Atene (Museo Cicladico settembre 2021 – gennaio 2022), 2022 Catania, 2023 Siracusa, 2024 Lentini, 2025 Catania.
IL MUSEO ARCHEOLOGICO REGIONALE DI LENTINI
Il Museo archeologico riunisce testimonianze della preistoria e protostoria nel territorio della città greca, con i corredi delle necropoli di Cava Ruccia e S. Eligio, le testimonianze dei primi contatti tra popolazioni indigene e i coloni greci e le prime importazioni greche nella città di Leontinoi; quelle dei due santuari periurbani di contrada Alaimo e contrada Scala Portazza. Spazio al collezionismo e alle necropoli dell’antica colonia greca, alla fase medievale, con riferimento alle chiesi rupestri ed al periodo di Federico II, particolarmente legato a questo territorio. Il piano superiore ospita una sezione riservata ai rinvenimenti subacquei di contrada Castelluccio.
Parco Archeologico di Leontìnoi e Megàra, notizie
Istituito dalla Regione Siciliana nel marzo del 2019, il Parco di Leontìnoi e Megàra si trova in provincia di Siracusa e comprende i siti del Museo archeologico regionale di Lentini, l’area archeologica di Lentinoi (fra i comuni di Lentini e Carlentini), l’area archeologica di Megara Iblea (nel comune di Augusta) e quella di San Basilio. Numerose e costanti le attività di studio realizzate in collaborazione con prestigiosi atenei e centri di ricerca italiani e stranieri come: l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, l’Università degli Studi di Catania, l’Università Federico II di Napoli, l’Università di Aix-Marseille, l’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del CNR, l’École Française de Rome. Dal marzo 2025 è diretto dal dott. Agostino Messana.
DIDASCALIE
a – Il Kouros nel Museo di Lentini
b – Da sinistra, Massimo Frasca, Agostino Messana e i Carabinieri del nucleo tutela Beni Culturali
c – Un momento dell’allestimento, al centro il direttore Messana, a lato le restauratrici
d – Al centro il direttore Messana con il sindaco Pupillo in visita al Kouros



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