Al Tinni Tinni Arts Club venerdì 8 e sabato 9 maggio la ventiduesima edizione del festival impaginato da Mario Gulisano con l’associazione Darshan e dedicato all’incontro tra culture. Una rassegna che narra di un territorio amplissimo, dall’Anatolia all’Andalusia.

Dalle coste asiatiche dell’Anatolia, fino alle estreme rive europee dell’Andalusia. Sarà un viaggio attraverso il Mediterraneo, nel segno della condivisione, del dialogo e della pace quello di Meltin’Folk 2026, ventiduesima edizione del festival catanese impaginato da Mario Gulisano con l’associazione Darshan e dedicato all’incontro tra culture attraverso la musica, la danza e la convivialità. È in programma l’8 e il 9 maggio negli spazi del Tinni Tinni Arts Club (zona Castello Ursino).

Si “salpa” per la Turchia, venerdì 8 maggio (ore 21) con il concerto di Murat Usanmatz, artista con un percorso maturato tra Turchia e Spagna che con chitarra e voce intreccia le radici della tradizione turca con l’espressività del flamenco. Il suo stile unisce repertori del Mediterraneo orientale e occidentale, dando vita a un linguaggio sonoro personale, evocativo e profondamente emotivo.

Tra danza, convivialità e musica persiana è invece il programma dell’intera giornata di sabato 9 maggio con un workshop di rumba flamenco condotto da Soad Ibrahim (Egitto), danzatrice e danzaterapeuta italo-egiziana impegnata da oltre vent’anni in progetti sociali e interculturali. Due i corsi (principianti alle ore 10, il livello avanzato alle 15). Il corso prevede un’introduzione alla rumba flamenca per i neofiti e approfondimenti su improvvisazione e composizione coreografica per gli esperti. In entrambi i casi, la pratica della danzaterapeuta egiziana è emblematica di un incontro tra culture, promuovendo inclusione e resilienza attraverso il linguaggio del corpo.

Alle ore 20 un momento conviviale con la cena vegetariana naturale, ispirata ai sapori del Mediterraneo, in tutte le sue articolazioni e culture, in linea con il concept del festival.

Si conclude in musica, alle 21, con il concerto del Simurgh Duo (Iran / Sicilia), formato da Karim Alishahi (voce, tar e daf) ed Enrico Grassi Bertazzi (percussioni). Fondato nel 2012, il progetto prende il nome dall’uccello mitologico Simurgh, simbolo di saggezza e unione tra cielo e terra. Il repertorio affonda nelle radici della musica classica persiana, intrecciando tradizioni pre-islamiche e sonorità contemporanee in un’esperienza intensa e contemplativa. Info, costi e prenotazioni 345 5206150

Nelle foto: Soad Ibrahim, Murat e Simurgh


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