Palermo 23 giugno 2026 – Riconosciuto il quarto acconto di retribuzione e Tfr ai lavoratori dell’ex gruppo Aiello di Bagheria. Si tratta dei 122 operai edili delle tre imprese confiscate Ati Group, Emar ed Ediltecnica, e in qualche caso dei loro eredi, ai quali devono essere riconosciute ancora per intero le spettanze maturate durante l’amministrazione giudiziaria. La terza rata, sempre del 20 per cento sulla somma totale, era stata pagata nel 2019, prima della pandemia.

“Finalmente una buona notizia, che dà una boccata d’ossigeno alle centinaia di famiglie di Bagheria che dal 2016 hanno visto interrotto il rapporto di lavoro con le tre società del gruppo Aiello – dichiara il segretario generale Fillea Cgil Palermo Piero Ceraulo – E’ stata una partita complessa e farraginosa, che lascia dietro di sé una serie di interrogativi sui pagamento delle spettanze da parte di società confiscate che sospendono l’attività per mancanza di capienza di carattere economico. Il saldo degli emolumenti diventa così un percorso in salita”.

Nel caso specifico, per pagare gli operai, la soluzione è stata la vendita delle proprietà immobili in capo alle tre società, con un bando pubblico e procedure standard improntate alla massima garanzia e trasparenza, definite dall’Agenzia ai beni confiscati e dagli amministratori giudiziari. “Di fatto l’unica strada era la vendita dei beni – spiega Ceraulo – concretizzata qualche mese fa con la chiusura delle operazioni per un appartamento, acquistato da privati. Rimangono un capannone e un terreno, già messi in vendita: l’introito basterebbe per saldare le spettanze ai lavoratori. Auspichiamo una risoluzione definitiva della vicenda”.

“Ringraziamo la sede dell’Agenzia Beni confiscati di Palermo che si occupa della gestione dei beni immobili e gli impiegati dell’ufficio, che si sono impegnati senza risparmio – aggiunge Ceraulo – Un ringraziamento va anche ai liquidatori e ai coadiutori del gruppo Aiello in confisca definitiva, che hanno espletato celermente le procedure di pagamento per i lavoratori. In questi giorni, chiederemo un incontro alla stessa Agenzia, con i liquidatori, sui tempi per la definizione e chiusura di questa lunga e complessa vertenza. Come organizzazione sindacale riteniamo non più rinviabile un ragionamento sulla creazione di un fondo ad hoc da parte dello Stato, che possa essere utilizzato per il pagamento delle spettanze ai lavoratori, in modo da non vincolare i riconoscimenti economici maturati durante le gestioni commissariali a procedure di vendita che possono essere lunghe e farraginose”.

“Ringraziamo – conclude Ceraulo – anche tutti i lavoratori per avere avuto una pazienza immane. E sicuramente un pensiero va a coloro che non ci sono più e che oggi non possono gioire per le spettanze tanto attese, frutto del lavoro e del sacrificio dei nostri operai edili”.


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