Palermo 10 marzo 2026 – Prosegue il “pellegrinaggio istituzionale” dei lavoratori licenziati da Almaviva, impegnati in una serie di incontri con le istituzioni regionali per ottenere risposte concrete sul loro futuro occupazionale. Oggi alle 16, le organizzazioni sindacali di categoria Slc, Fistel, Uilcom e Ugl Telecomunicazioni saranno ricevute presso l’assessorato regionale alle Attività produttive, per un tavolo di confronto dedicato a uno dei due progetti di ricollocazione occupazionale attualmente allo studio: quello relativo alla digitalizzazione delle cartelle sanitarie.
“Il progetto, ancora in una fase embrionale, rappresenta tuttavia una prospettiva su cui si concentrano grandi aspettative da parte dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali perché oltre a dare importanti prospettive occupazionali, come avvenuto in altre regioni d’Italia, consentirebbe la progressiva digitalizzazione dei documenti clinici delle aziende sanitarie e la loro integrazione nel sistema regionale, così da rendere più rapida la condivisione delle informazioni sanitarie tra ospedali, medici di base e servizi territoriali”, dicono i segretari di Slc Cgil Palermo Fabio Maggio, di Fistel Cisl Palermo Trapani Francesco Assisi, di Uilcom Uil Giuseppe Tumminia e di Ugl Claudio Marchesini.
Domani, a partire dalle ore 9.30, i lavoratori saranno invece presenti presso l’assessorato regionale alla Salute, in piazza Ottavio Zino, a Palermo, per verificare – a una settimana dall’ultimo incontro tenutosi alla Presidenza della Regione – gli avanzamenti burocratici dell’altro progetto di reimpiego, quello relativo al servizio 116/117 per l’assistenza sanitaria non urgente.
“In particolare – spiegano i segretari Maggio, Assisi, Tumminia e Marchesini – si è in attesa della firma di un decreto che consenta l’avvio operativo del progetto, individuando la stazione appaltante e permettendo così di completare la struttura tecnica, procedere con l’assunzione dei lavoratori e attivare un servizio importante per i cittadini siciliani. I 380 lavoratori di Almaviva attendono risposte concrete che possano consentire loro di tornare al lavoro, recuperando dignità professionale e garantendo al tempo stesso la sostenibilità economica delle proprie famiglie”.
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