È polemica sulla revoca del decreto dell’assessorato alla Formazione che avrebbe avviato i percorsi dell’anno 2026/2027. Secondo gli enti datoriali Federterziario Scuola e Iform, tale provvedimento mette a rischio la conclusione di tutti i corsi e favorisce la dispersione scolastica. “La revoca dell’Avviso 33 per l’anno scolastico 2026/2027 – affermano le sigle – è un atto di pura follia istituzionale di cui il presidente Schifani e l’assessore Turano devono assumersi la totale e piena responsabilità. Non ci interessano i motivi retrostanti a questo improvviso ritiro: il dato oggettivo è che la politica miope di questa Regione sta tenendo in ostaggio un intero settore”.


Secondo le associazioni datoriali “la decisione causerà lo slittamento dell’avvio delle attività formative fino a novembre inoltrato, e una decisione nata teoricamente per contrastare l’abbandono si trasformerà nel motore che alimenta la dispersione dei ragazzi più fragili.

Il decreto, spiegano Federterziario presieduta da Toni Marfia e Iform Confimpresaitalia guidata da Giuseppe Sassano, “individua espressamente tra i propri presupposti una nota trasmessa da una sola organizzazione datoriale, senza una preventiva ricognizione ufficiale dei fabbisogni territoriali e senza il coinvolgimento delle altre rappresentanze del settore. Basti pensare che Iform, Confimprese Italia, Anfop, Asef, Cenfop, Federterziario Scuola, Forma.Re e Forma Sicilia hanno successivamente sottoscritto una nota unitaria contestando apertamente i presupposti istruttori del decreto”.

Gli enti denunciano inoltre i ritardi nell’avvio delle quarte annualità “interrompendo proprio quella continuità educativa indispensabile per ottenere il diploma professionale. Un intero comparto formativo e sociale viene sacrificato sull’altare di decisioni politiche improvvisate e prive di logica territoriale”.

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