Palermo 22 maggio 2026 – Esercenti sotto tiro, intimidazioni a colpi di kalashnikov: la Filcams Cgil Palermo, che è scesa in campo a sostegno della pizzeria Ulisse, nel quartiere di Tommaso Natale, con una cena assieme alla Fillea Cgil e alla Cgil, invita alla vigilia della manifestazione antimafia del 23 maggio a portare solidarietà agli esercenti palermitani finiti sotto tiro e andare a cena o a pranzo da loro. “Il 23 maggio parliamo di legalità e legalità è anche questo: è fondamentale creare le condizioni – dichiara il segretario generale Filcams Cgil Palermo Giuseppe Aiello – per combattere il sommerso e far emergere tutte le irregolarità nelle attività lavorative. Chiediamo di alzare il livello di attenzione e potenziare la rete antiracket di Palermo sul territorio Il problema non è solo di Sferracvallo, Isola o Tommaso Natale: l’anno scorso è successo durante la movida a Monreale e nel centro di Palermo. L’attenzione deve essere in tutta la città”.

“Le organizzazioni mafiose – prosegue il segretario della Filcams Aiello – usano le estorsioni non solo per autofinanziarsi ma per mantenere il controllo sul territorio, soffocando l’economia legale e riciclando denaro sporco. Istituire il pizzo in bar locali ristoranti serve a dimostrare la presenza e l’autorità della mafia i nei quartieri. Spesso il racket non si limita al pagamento in denaro ma obbliga gli esercenti ad acquistare forniture (carne, vino, caffè servizi di sicurezza, dai clan o da aziende compiacenti. Come Filcams monitoriamo costantemente la situazione e combattiamo il fenomeno tutelando i lavoratori e promuovendo la legalità e costituendoci parte civile nei processi, denunciando come il racket impoverisce le aziende e mette a rischio i posti di lavoro”.

“Ieri sera la Filcams ha portato la solidarietà e il sostegno ai titolari e ai lavoratori del ristorante, un momento conviviale e di confronto, anche perché sono molto preoccupati della tenuta economica del locale – aggiunge Aiello – I commercianti oggetto di intimidazioni ci raccontano che spesso le persone spesso hanno paura di schierarsi con chi ha denunciato la criminalità, per via di una percezione di insicurezza e paura, lasciandosi così condizionare nella scelta di frequentare o meno un esercizio commerciale o un luogo. Esortiamo la cittadinanza, quella buona, a non avere paura e sostenere gli esercenti, per contrastare questa spirale di violenza. Altrimenti dopo le denunce i ristoranti senza clienti non hanno la forza di rimettersi in piedi e di lavorare. E in tanti hanno paura di non farcela a sostenere il costo del lavoro. Questi atti intimidatori stanno colpendo alla sprovvista, non lasciamo soli gli imprenditori sani, che si stanno trovano per la prima volta sotto tiro”.

Nei giorni scorsi Cgil e Filcams hanno partecipato all’osservatorio antimafia convocato in Prefettura. “L’assenza di spazi urbani pubblici di libera fruizione, anche a carattere ludico, e la presenza di contesti sociali abbandonati e l’inciviltà diffusa, così come i pochi controlli, abbiamo sottolineato come creino terreno fertile per arruolare nuove leve da parte della malavita e della criminalità organizzata. Abbiamo chiesto di implementare il controllo del territorio e di tenere alta l’attenzione sulle fragilità sociali oltre che di sostenere maggiormente e fare più rete con l’associazionismo buono diffuso e con le associazioni antiracket”.


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