Il concordato preventivo biennale (CPB) è lo strumento con cui il Fisco e il contribuente si siedono al tavolo e si accordano in anticipo su quanto tasse pagare nei due anni successivi. Non è un condono né un’amnistia: è un patto.

L’Agenzia delle Entrate formula una proposta di reddito imponibile per il 2026 e il 2027, il titolare di partita IVA la valuta e, se la accetta, paga le imposte su quella cifra indipendentemente da quanto guadagnerà davvero. Se guadagna di più, non paga di più. Se guadagna di meno, non riceve rimborsi. Il MEF ha approvato la metodologia per il biennio 2026-2027 con il Decreto dell’11 maggio 2026. La scadenza per aderire è il 30 settembre 2026.

Chi può accedere al concordato preventivo biennale

Il CPB è riservato ai titolari di partita IVA che nel 2025 hanno esercitato in via prevalente un’attività per cui risultano approvati gli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità fiscale) e che sono tenuti alla loro applicazione. Gli ISA sono i parametri con cui l’Agenzia delle Entrate valuta l’affidabilità fiscale di un contribuente su una scala da 1 a 10. Rientrano nella platea agricoltori, artigiani, commercianti, professionisti e imprenditori dei servizi per cui sono stati approvati i modelli ISA specifici: per il 2026 sono stati approvati 173 modelli.

Sono invece esclusi chi nel 2025 ha conseguito redditi esenti o non imponibili superiori al 40% del reddito d’impresa o professionale, chi ha aderito al regime forfettario nel primo anno del biennio, chi ha effettuato operazioni straordinarie (fusioni, scissioni, conferimenti) nel primo anno del biennio, e chi ha debiti tributari o contributivi superiori a 5mila euro non estinti entro la data di adesione.

Come funziona la flat tax sul maggior reddito concordato

Il vantaggio economico del CPB si concentra sul trattamento del maggior reddito concordato, cioè la differenza tra il reddito proposto dal Fisco e quello dichiarato nell’anno precedente. Su questa differenza si applica una flat tax con aliquota agevolata che varia in base al punteggio ISA del contribuente. Più alto è il punteggio ISA, più bassa è l’aliquota sostitutiva applicata.

La flat tax vale però solo fino a 85mila euro di differenziale. Superata la soglia di 85mila euro, scatta l’aliquota IRPEF del 43% (o IRES del 24%) sulla quota eccedente. I soci di società di persone e associazioni che hanno aderito al CPB con imponibile superiore a 85mila euro devono effettuare una triplice indicazione nella dichiarazione dei redditi: nel rigo CP3 del quadro CP devono indicare la quota di competenza. Un aspetto tecnico che i commercialisti e i CAF devono gestire con attenzione nella compilazione dei modelli Redditi 2026.

I vantaggi del concordato: protezione dagli accertamenti e semplificazioni

Aderire al CPB non significa solo bloccare le tasse. Chi accetta la proposta beneficia della certezza del carico fiscale per due anni, della protezione dagli accertamenti tributari standard (salvo frodi o cause di decadenza) e dell’accesso al ravvedimento speciale per le annualità pregresse.

Tra i benefici premiali figurano anche l’esonero dal visto di conformità fino a 70mila euro per l’IVA e fino a 50mila euro per IRPEF e IRAP, e l’esclusione da presunzioni semplici e accertamenti sintetici.

Come aderire: le due modalità

L’adesione può essere effettuata in due modalità: in occasione dell’invio della dichiarazione dei redditi 2026, oppure inviando il modello CPB con il solo frontespizio della dichiarazione dei redditi, tramite i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate.

La seconda modalità ha carattere non dichiarativo: serve esclusivamente a comunicare l’adesione e non sostituisce l’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi nei termini ordinari. In entrambi i casi il software ISA 2026, disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, calcola la proposta e consente la trasmissione telematica dell’accettazione.

Cosa succede se si supera il reddito concordato durante il biennio

Il meccanismo del CPB prevede che il reddito effettivamente conseguito non incida sulle imposte dovute, entro certi limiti. Se i ricavi o compensi dichiarati superano di oltre il 50% i limiti per l’applicazione degli ISA, il CPB cessa e decadono tutti i benefici connessi.

Sono anche cause di cessazione la presentazione di dichiarazioni infedeli, la commissione di reati tributari e alcune modifiche rilevanti dell’attività svolta nel corso del biennio. Vale la pena farsi assistere da un commercialista o da un CAF per valutare se la proposta dell’Agenzia delle Entrate è conveniente caso per caso, prima di firmare l’accordo.