Il 24 gennaio alle ore 11 al Cinema Rouge et Noir di Piazza Verdi a Palermo, la Fraternità di Comunione e Liberazione presenterà la riedizione del volume del Servo di Dio Luigi Giussani “All’origine della pretesa cristiana”.

A quasi quarant’anni dalla sua prima edizione, il libro, scritto dal fondatore del Movimento di Comunione e Liberazione, torna in libreria con la prefazione del Cardinale Kevin Joseph Farrell prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, per sfidare la modernità con la sua disarmante attualità.

A dialogare sui temi sfidanti del volume saranno il Procuratore generale della Corte d’Appello di Palermo Lia Sava e il Rettore della Chiesa di Sant’Orsola Carmelo Vicari, moderati dal responsabile diocesano di Comunione e Liberazione di Palermo Patrizio Vitulo.

Il testo è il secondo libro del “Percorso” in tre volumi, rivolto non a un pubblico selezionato, ma a chiunque sia seriamente interessato a esplorare le radici della propria umanità.


Nel primo volume “Il senso Religioso” rieditato nel 2023 con la prefazione di Papa Francesco, Don Giussani mette a tema l’uomo e la struttura profonda che lo costituisce seppure inconsapevolmente: la sete di un significato esauriente, l’anelito al compimento totale di sé, espresso nelle esigenze elementari di felicità, di bellezza, di verità, di giustizia, di amore. In altre parole l’io umano, ha una struttura intrinsecamente orientata al rapporto con l’infinito che Don Giussani chiama Senso religioso.

In All’origine della pretesa cristiana, don Giussani esamina la possibilità di una risposta. Il testo illustra i molti tentativi che gli uomini hanno fatto, nella storia, alla ricerca del nesso fra l’istante effimero contingente e l’eterno, il mistero enigmatico e necessario che tutto sottende, chiamato Dio. Citando T.S. Eliot, Giussani spiega come in un momento del tempo e della storia quel Mistero, quell’Infinito tanto desiderato, ad un certo punto, abbia preso l’iniziativa e si sia fatto incontrabile agli uomini, impossibilitati a raggiungerlo da soli. In un preciso momento storico un uomo, Gesù di Nazareth, ha identificato sé stesso con il divino proponendo non una risposta, ma se stesso come La risposta all’inesauribile desiderio di compimento dell’uomo.


Don Giussani argomenta così il capovolgimento di metodo che comporta l’esperienza cristiana: non più lo sforzo di immaginazione e di costruzione di una religione volta ad un enigma lontano, ma l’imbattersi in un fatto storico che sfida la ragione aperta alla comprensione del significato totale, che continua nella unità di coloro che in questo fatto si sono imbattuti. Questo cambia il modo di concepirsi e di concepire la vita investendola fin nei suoi aspetti più concreti e trasfigurandola al punto da rendere evidenti i segni del divino che la abita.


Un testo appassionante e attuale perché, come ha sottolineato l’Arcivescovo di Salerno Andrea Bellandi nella presentazione del volume alla Pontificia Università Urbaniana di Roma, “il cuore dell’uomo non cambia, anche se cambiano le coordinate culturali. Intercettare la novità e la convenienza umana della proposta di Cristo è un’esperienza possibile all’uomo di duemila anni fa, come all’uomo tecnologico della postmodernità”.

Nel contesto attuale dove dilaga il senso di vuoto e lo smarrimento generale queste grandi questioni tornano di bruciante attualità e investono tutti riproponendo la domanda di F. Dostoevskij che Giussani rilancia con coraggio: «Un uomo colto, un europeo dei nostri giorni può credere, credere proprio, alla divinità del Figlio di Dio, Gesù Cristo?»

Di questo si parlerà il prossimo 24 gennaio 2026 al Cinema Rouge et Noir di Piazza Verdi a Palermo.

Luogo: ROUGE ET NOIR, PIAZZA G. VERDI, 8

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