Palermo 23 luglio 2026 – Ai lavoratori ex Tim è stato illegittimamente assorbito nel 2018 il sovraminimo contrattuale. Lo ha stabilito in modo definitivo la Corte di Cassazione, con una sentenza pubblicata il 21 luglio, che conferma quanto la Slc Cgil sostiene da anni. I lavoratori, iscritti alla Slc Cgil Palermo e assistiti dall’avvocato Pietro Vizzini, studio legale Vizzini e Partners, avevano già ottenuto piena vittoria in primo e secondo grado.
La Cassazione chiude ora definitivamente la vicenda, riaffermando un principio essenziale: i diritti maturati nel tempo non possono essere cancellati unilateralmente dall’azienda. Quel sovraminimo, voce retributiva che percepivano stabilmente da lungo tempo e che non era mai stata oggetto di assorbimento, nemmeno in occasione degli adeguamenti contrattuali o dei passaggi di livello, non poteva essere toccato, a maggior ragione se erogato in occasione degli accordi sindacali di armonizzazione del 2000.
“Questa sentenza – dichiarano il segretario generale Slc Cgil Palermo Fabio Maggio e Benedetto Lombardo, coordinatore regionale Tim e Fibercop – non è soltanto una vittoria dei singoli lavoratori coinvolti, ma un successo per l’intero mondo del lavoro. Dimostra che la tutela collettiva, la determinazione sindacale e la competenza legale possono riportare giustizia anche dopo anni di forzature aziendali”.
La decisione della Cassazione rappresenta, per la Slc Cgil, una condanna netta verso pratiche che mirano a ridurre il costo del lavoro tagliando salario consolidato. “Il messaggio è chiaro: chi prova a fare cassa sulla pelle dei dipendenti viene fermato dal sindacato, anche nelle aule di giustizia – aggiungono Maggio e Lombardo – La vocazione di questa organizzazione e dei suoi rappresentanti non è quella di andare in giro per tribunali, il nostro mestiere è fare sindacato. Ma sia sempre chiaro a tutti che di fronte ai soprusi noi non ci fermiamo e percorriamo qualsiasi strada. La Slc Cgil rivendica questa vittoria come il risultato della propria determinazione, della competenza e della volontà di non arretrare di fronte a nessuna forzatura. E ribadisce: non permetteremo mai che si giochi con il salario dei lavoratori”.
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