Una perturbazione atlantica spezzerà per alcuni giorni il dominio dell’anticiclone, riportando condizioni più vicine a quelle delle estati tra il 2005 e il 2010. La svolta più netta arriverà domenica 26 luglio: pioverà al Nord e su buona parte del Centro, mentre in Sicilia le temperature torneranno a raggiungere 38-40°C. Secondo Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media di iLMeteo.it, la tregua durerà poco: da mercoledì i termometri riprenderanno a salire verso una possibile quarta ondata africana.

La parentesi più sopportabile non riporterà il Paese alle estati mediterranee degli anni Settanta e Ottanta. Offrirà piuttosto qualche giornata simile a quelle vissute nel quinquennio 2005-2010, quando l’aumento delle temperature era già evidente, ma meno marcato rispetto agli ultimi anni.

La tregua

Il calo delle temperature potrebbe produrre quella che Tedici definisce una forma di “amnesia collettiva”. Dopo circa sessanta giorni segnati da caldo estremo, basteranno alcuni rovesci e qualche grado in meno per spostare l’attenzione lontano dal riscaldamento globale. Il meteorologo richiama, invece, il cambio registrato dal 2014, quando la curva termica avrebbe accelerato ulteriormente.

La fase in arrivo sarà, dunque, una pausa, non un ritorno duraturo alla normalità climatica. Il progressivo indebolimento dell’anticiclone renderà l’aria meno opprimente in diverse regioni, ma non eliminerà il caldo intenso dalle Isole Maggiori.

Il Sud perde qualche grado, le Isole restano roventi

Nelle prossime ore le temperature cominceranno a diminuire anche al Sud. Il calo non sarà uniforme. Sicilia e Sardegna resteranno vicine a 38-39°C, mentre nel resto del Paese i valori risulteranno più contenuti. Roma rappresenterà una delle eccezioni, con massime ancora comprese tra 34 e 35°C. Durante il pomeriggio potranno svilupparsi acquazzoni isolati sul Triveneto e lungo il versante adriatico, soprattutto nelle zone prossime all’Appennino.

Venerdì gli ultimi rovesci, sabato torna la quiete

Venerdì resterà una certa instabilità sulle regioni meridionali. Qualche rovescio potrà ancora interessare il Sud, prima di una giornata di sabato più tranquilla quasi ovunque. Il tempo risulterà gradevole in molte zone, con un po’ di caldo soltanto all’estremo Meridione.

Al Nord-Ovest, invece, le nubi aumenteranno nel corso della giornata. Sarà il primo segnale dell’avvicinamento della perturbazione destinata a cambiare il tempo nelle ore successive.
Sabato avrà quindi il carattere di una giornata di passaggio: ancora stabile per gran parte d’Italia, ma già proiettata verso il peggioramento domenicale.

Domenica ombrelli aperti nel cuore del Solleone

Il 26 luglio l’estate mostrerà due volti opposti. La perturbazione atlantica porterà piogge al Nord e su buona parte del Centro proprio nel periodo tradizionalmente associato al “Solleone”. Le precipitazioni interromperanno temporaneamente la lunga fase dominata dal caldo e dalla stabilità. Nello stesso momento, la Sicilia resterà sotto una massa d’aria molto calda. Le massime potranno nuovamente raggiungere 38-40°C, creando una frattura netta tra le condizioni del Centro-Nord e quelle dell’Isola. Da una parte ombrelli e temperature in discesa, dall’altra una nuova fiammata prossima ai 40°C. Sarà il passaggio più evidente dell’intera fase.

L’anticiclone prepara il ritorno

La finestra più vicina alla normalità avrà durata limitata. Le proiezioni per la settimana successiva indicano un nuovo rafforzamento dell’anticiclone africano. A partire da mercoledì le temperature dovrebbero ricominciare a salire, cancellando in breve tempo gli effetti del passaggio atlantico. Il riscaldamento potrebbe diventare più marcato dal primo fine settimana di agosto, quando l’Italia rischierebbe di tornare sotto la cosiddetta cupola del “Cammello”, il nome usato in gergo meteorologico per descrivere la lingua d’aria sahariana. Questa fase potrebbe coincidere con la quarta ondata di calore del 2026.

Il sollievo dura fino a metà settimana

Fino a metà della prossima settimana il Paese attraverserà condizioni meno estreme. Non sarà fresco in senso assoluto e non tutte le regioni beneficeranno allo stesso modo del calo. Sicilia e Sardegna rimarranno inizialmente molto calde, mentre domenica l’Isola vivrà un nuovo picco proprio durante il peggioramento del Centro-Nord.

La perturbazione offrirà, comunque, una pausa rispetto alla lunga sequenza di giornate torride appena trascorse. Il problema arriverà subito dopo, quando il nuovo aumento termico rimetterà l’anticiclone africano al centro della scena.

Il quadro descritto da iLMeteo.it collega la breve tregua alla necessità di non perdere di vista la tendenza più ampia. Tedici richiama infatti l’urgenza di politiche di adattamento, considerate necessarie di fronte a una curva termica diventata più ripida negli ultimi anni.