La Galleria d’Arte Contemporanea Il Casino delle Muse amplia il proprio programma artistico con Luca Ferraro, giovane autore romano la cui ricerca riporta l’attenzione sul disegno come linguaggio autonomo. Carta, inchiostro e tecniche miste diventano strumenti essenziali attraverso i quali figura, memoria e tradizione vengono ricondotte al presente.
C’è un pregiudizio che accompagna ancora il disegno: considerarlo il luogo dell’idea prima dell’opera, l’appunto che precede il dipinto, lo studio destinato a trovare altrove la propria forma definitiva. È precisamente da questo equivoco che prende avvio la riflessione con la quale la Galleria d’Arte Contemporanea Il Casino delle Muse di Palermo annuncia l’ingresso di Luca Ferraro tra gli artisti della propria ricerca.
Nato a Roma nel 1998, Ferraro arriva alla pittura dopo un percorso iniziato nell’illustrazione e sviluppato successivamente attraverso gli studi all’Accademia di Belle Arti di Roma, dove nel 2026 ha conseguito il diploma accademico in Pittura con il massimo dei voti. Nel suo percorso convivono formazione tecnica, studio della storia dell’arte, cultura classica e riflessione filosofica, elementi che non assumono mai la forma della citazione nostalgica ma diventano strumenti attraverso i quali interrogare la costruzione e il significato dell’immagine.
È tuttavia proprio davanti ai suoi disegni che una questione apparentemente antica torna ad acquistare particolare attualità: quando un disegno smette di essere preparazione e diventa un’opera d’arte a tutti gli effetti?
Nel lavoro di Ferraro la risposta non dipende dalla ricchezza della materia. Al contrario, nasce dalla sua apparente povertà. Carta, inchiostro, segno, sovrapposizione e spazio lasciato libero costituiscono un vocabolario ridotto all’essenziale, e proprio questa economia di mezzi rende ancora più evidente la capacità dell’immagine di produrre profondità, tensione e presenza. Nei lavori selezionati dal Casino delle Muse, l’inchiostro su carta e la tecnica mista diventano linguaggi compiuti, capaci di sostenere da soli il peso dell’opera senza chiedere alla pittura una successiva legittimazione.
Il riferimento alla tradizione figurativa è evidente nella costruzione anatomica, nello studio delle proporzioni e nella capacità della linea di restituire volume, ma accanto alla disciplina del disegno compaiono elementi fantastici, presenze teatrali e accostamenti inattesi che sottraggono progressivamente l’immagine alla dimensione dell’esercizio accademico. Il foglio non registra soltanto ciò che l’artista osserva: diventa il luogo nel quale osservazione, memoria e invenzione possono convivere.
«Continuiamo troppo spesso a giudicare un’opera anche attraverso la preziosità materiale di ciò con cui è stata realizzata, mentre il disegno dimostra esattamente il contrario», osserva Giuseppe Carli, critico d’arte e direttore artistico della Galleria Il Casino delle Muse. «Un foglio e dell’inchiostro possono essere mezzi estremamente poveri e produrre un risultato visivo altissimo. Il valore non risiede nella quantità di materia impiegata, ma nella quantità di pensiero, conoscenza e capacità dello sguardo che quella materia riesce a trattenere. Nei lavori di Luca Ferraro il disegno non anticipa qualcosa che verrà dopo: ciò che deve accadere è già accaduto sul foglio.»
È questa autonomia a rendere particolarmente significativa la ricerca dell’artista. Tratteggi, sovrapposizioni, variazioni del segno e vuoti partecipano alla costruzione dell’immagine tanto quanto le figure, mentre il rapporto con la storia dell’arte non produce imitazione ma una continua interrogazione del presente. Lo stesso principio che Ferraro sintetizza nell’espressione «studiare per comprendere, comprendere per dipingere» restituisce il senso di una pratica nella quale tecnica e riflessione rimangono inseparabili.
L’ingresso di Luca Ferraro nel programma del Casino delle Muse si inserisce così nella ricerca portata avanti dalla galleria palermitana attorno al rapporto tra tradizione e contemporaneità, ma introduce contemporaneamente un’attenzione specifica verso un linguaggio che la storia dell’arte ha spesso collocato all’origine dell’opera e che la pratica contemporanea continua invece a rivendicare come territorio completamente autonomo.
Non è dunque la dimensione del supporto, la complessità della tecnica o il valore materiale degli strumenti a determinare la compiutezza di un’opera. Nel disegno questa evidenza diventa quasi radicale: rimane il segno, rimane il foglio e rimane soprattutto la capacità dell’artista di trasformare pochissimo materiale in un’immagine capace di resistere allo sguardo.
Per Il Casino delle Muse, galleria d’arte contemporanea a Palermo, l’arrivo di Luca Ferraro assume per questo un significato che supera l’ingresso di un nuovo nome: diventa l’occasione per riportare al centro dell’attenzione il disegno, non come genere minore o momento preparatorio della pittura, ma come una delle forme più immediate, fragili e insieme esigenti attraverso le quali l’arte continua a costruire immagini.
Luca Ferraro entra così a far parte degli artisti rappresentati e selezionati dalla Galleria d’Arte Contemporanea Il Casino delle Muse, in via XII Gennaio 11 a Palermo.
Luogo: via XII gennaio, 11, PALERMO, PALERMO, SICILIA



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