Doveva essere una discussione politica su una norma della variazione di bilancio. Si è trasformata in uno scontro tutto siracusano che a Sala d’Ercole è stato a un passo dal diventare fisico. Da una parte il deputato regionale del Pd Tiziano Spada, sindaco di Solarino. Dall’altra il deputato dell’Mpa Giuseppe Carta, sindaco di Melilli. In mezzo l’articolo 90, che stanzia 4 milioni di euro per i Comuni delle aree ad elevato rischio di crisi ambientale (Aerca).
La norma che divide
Il punto è l’elenco dei beneficiari. Secondo Spada, la norma lascia fuori Comuni del Siracusano che finora rientravano tra le aree a rischio, come Solarino e Floridia. Il deputato dem ha parlato di fondi distribuiti “a tavolino”, con logiche politiche e di appartenenza. E ha ricordato che l’inquinamento industriale non conosce confini comunali: colpisce l’intero quadrilatero petrolchimico, con i danni ambientali e i costi in termini di salute pagati da tanti cittadini della provincia.
Le urla e i tentativi di placare gli animi
Quando Carta ha preso la parola per spiegare l’esclusione, Spada si è avvicinato al banco del collega urlandogli contro, affermando che il comprensorio di Floridia e Solarino pagano dazi elevati per i miasmi provenienti dalla zona industriale. Alcuni deputati, tra cui Carlo Auteri, sono intervenuti per riportare la calma ed evitare che la tensione degenerasse.
La replica di Carta: “Criteri oggettivi”
Carta ha respinto l’accusa di parzialità. Il primo comma dell’articolo, ha spiegato, riguarda i siti di raffinazione che nell’anno in corso hanno speso soldi delle casse comunali per interventi sul rischio idrogeologico. Per il deputato dell’Mpa, la storia dei Comuni costieri della raffinazione dice che circa la metà ha avuto problemi con i pozzi e con l’emungimento, con costi scaricati sulle tasse dei cittadini.
Il nodo, per Carta, è chi è rimasto dentro l’elenco in passato. Alcuni Comuni identificati come Aerca, ha sostenuto, non ne avevano le condizioni: niente industria, nessuna trasformazione di polimeri, non sono siti di interesse nazionale né vincolati per problemi ambientali. E ha chiesto di dimostrare perché realtà come Sortino, Carlentini o Solarino dovrebbero essere considerate Aerca, a differenza di Siracusa, Priolo, Augusta, Melilli, Milazzo, Gela e dei Comuni del Messinese.
Il “caso Gianni”
La stoccata più politica è arrivata sul perché Solarino ne avrebbe beneficiato in passato. Secondo Carta, quel Comune era Aerca non per merito ma perché “ci è nato l’onorevole Pippo Gianni”, ex deputato, sindaco di Priolo e rivale storico dello stesso Carta. Un’allusione provocatoria che sposta il discorso dai criteri ambientali alle geografie del consenso, e che non è passata inosservata.
Il filo rosso: la giunta di Solarino
Chi segue le vicende della politica siracusana sa che i due non erano più in sintonia da tempo. La prima rottura plastica, a metà agosto, è stata a Solarino: Spada ha azzerato la giunta comunale e nella nuova squadra ha lasciato fuori un assessore di area Carta. Un’intesa, quella tra i due, che nel 2025 aveva blindato la vittoria del sindaco dem e che si era tradotta in due assessori vicini al deputato dell’Mpa. Poi i quattro consiglieri cartiani avevano fatto mancare il numero legale, e il resto è cronaca.
Il 2027 all’orizzonte
La lettura che circola nei corridoi è una sola: entrambi puntano a un secondo mandato alle Regionali del 2027, e dunque si contendono lo stesso elettorato e gli stessi territori. Il caso dei fondi Aerca è l’ultimo tassello di una frizione che rischia di diventare sempre più tesa. Perché quando si parla di risorse per i Comuni, a Siracusa, la partita non è mai soltanto ambientale. È anche una questione di chi ci mette la firma e chi raccoglie i voti.



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