Siracusa finta smart city. Lo dice Michele Mangiafico, leader del movimento Civico 4 e componente di Fratelli d’Italia Siracusa, dopo aver analizzato la città sotto tre punti di vista.
Primo tra tutti, uno dei problemi più ostici del territorio, è quello legato all’inquinamento. Il fatto: lo scorso 26 agosto Siracusa è stata colpita da un fenomeno inquietante: una pioggia oleosa è caduta sulla città, seguita da un’aria irrespirabile. Il sindaco di Melilli ha rassicurato i cittadini, Francesco Italia non ha rilasciato dichiarazioni. La domanda che si pone Civico 4 è: quali sono stati i dati forniti ai cittadini?
“Solo quelli resi noti una settimana dopo dall’Arpa, che ha denunciato la presenza nell’aria di sostanze tossiche e nocive. – spiega Michele Mangiafico – Questi dati non possono compensare l’assenza di un sistema di monitoraggio costante e pubblico come avviene in molte altre città smart. A Lubjana in Slovenia, grazie a sensori diffusi in tutta la città, i cittadini possono controllare in tempo reale la qualità dell’aria attraverso una piattaforma pubblica. Non solo, le autorità locali intervengono tempestivamente in caso di emergenze ambientali, avvisando la popolazione e adottando misure per mitigare i danni. E a Siracusa? Nulla di tutto questo”.
La pubblica illuminazione, secondo Civico 4, è un altro esempio della mancata visione smart dell’amministrazione. “Barcellona, ad esempio, – dice Mangiafico – ha installato lampioni intelligenti che regolano la loro intensità in base alle necessità del momento, riducendo gli sprechi e i costi. A Siracusa, invece, la gestione della pubblica illuminazione è arretrata e inefficiente”.
Un altro tema cruciale è la gestione dei rifiuti. “In molte città italiane, come Verona, Firenze, Milano, sono stati introdotti cestini portarifiuti intelligenti che inviano segnali quando sono pieni, ottimizzando il lavoro degli operatori ecologici e riducendo i costi di gestione. A Siracusa, invece, siamo ancora fermi a un sistema inefficiente, con rifiuti che straripano e nessuna traccia di innovazione tecnologica per migliorare il servizio. Gli operatori passano inutilmente da cestini vuoti anziché ripassare da cestini pieni. I cittadini si ritrovano a vivere in una città sporca, – denuncia il leader del movimento – con una gestione dei rifiuti arretrata e inefficace, che in un contesto smart sarebbe risolta attraverso l’uso di tecnologie semplici ma efficaci. L’utilizzo degli Open Data, poi, ha consentito a città come Parma e Treviso risparmi sulla Tari fino al 15%”.
Mangiafico conclude sottolineando che Siracusa non figura nella lista predisposta da AgID, l’Agenzia per l’Italia Digitale, sugli enti dotati di un portale Open Data: “I cittadini meritano trasparenza, innovazione e servizi efficienti”.
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