Catania Book Festival, Sabato 25 aprile 2026, ore 21 Palazzo della Cultura, Via Vittorio Emanuele II n. 119

Il Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni farà il punto sulle disobbedienze civili, le battaglie legali e le azioni di Soccorso Civile che lo vedono indagato in quattro procedimenti giudiziari.

L’incontro “Credere disobbedire combattere – dal corpo delle persone al cuore della politica” prende le mosse dall’omonimo libro di Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, per analizzare il percorso che ha portato a storiche conquiste civili, in particolare sul tema del fine vita, pur a fronte di una persistente inerzia legislativa.


“Non cambi il mondo, e non difendi la democrazia, facendo sempre quello che ti dicono di fare. Occorre assumersi la responsabilità di contravvenire a leggi ingiuste senza aspettare che qualcuno gentilmente lo conceda. L’obiettivo non è violare le regole, ma cambiarle, la cosa giusta da fare quando la legge si scontra con il vissuto delle persone, trascurando diseguaglianze rese ancora più profonde dalle proibizioni”


La sua più nota disobbedienza civile riguarda l’assistenza offerta a Fabiano Antoniani, conosciuto come Dj Fabo, rimasto paraplegico e cieco a seguito di un incidente stradale nel 2014. Il suo caso arrivato fino alla Consulta ha portato alla depenalizzazione in Italia dell’aiuto alla morte volontaria assistita, grazie alla sentenza n. 242/2019 della Corte Costituzionale (caso Cappato-Dj Fabo), che ha legalizzato l’aiuto al suicidio medicalmente assistito a determinate condizioni, permettendo a 14 persone (di cui 10 assistite dal team legale coordinato dall’Avv.Filomena Gallo, Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni) di accedervi.


Molti malati però continuano a subire discriminazioni nell’accesso o ritardi insostenibili da parte del Servizio Sanitario Nazionale. Per rispondere a questo vuoto, Marco Cappato, dopo Dj Fabo, ha aiutato 9 persone a raggiungere la Svizzera per accedere alla morte volontaria assistita. Per tali azioni, seguite da regolare autodenuncia, insieme ad altri attivisti di Soccorso Civile – l’associazione che ha fondato per offrire azioni di disobbedienza civile – rischia oggi pene dai 5 ai 12 anni di carcere. Attualmente sono 4 i procedimenti ancora aperti a suo carico, presso i tribunali di Milano, Como, Bologna e Roma.

Luogo: Palazzo della Cultura, Via Vittorio Emanuele II, 119, CATANIA, CATANIA, SICILIA

Questo contenuto è stato disposto da un utente della community di BlogSicilia, collaboratore, ufficio stampa, giornalista, editor o lettore del nostro giornale. Il responsabile della pubblicazione è esclusivamente il suo autore. Se hai richieste di approfondimento o di rettifica ed ogni altra osservazione su questo contenuto non esitare a contattare la redazione o il nostro community manager.