Palermo 23 ottobre 2024 – La Cgil Palermo, con la segretaria Bijou Nzirirane, parteciperà domani al Festival Sabir all’incontro internazionale che si tiene alle 11 ai Cantieri culturali alla Zisa dal titolo “Confini e muri: un’Europa aperta solo allo sfruttamento? La tavola rotonda esplorerà i legami tra politiche migratorie e condizioni di lavoro dei lavoratori migranti, troppo spesso ancora oggi caratterizzate da lavoro degradato e sfruttamento, evidenziando come la “precarietà” dei titoli di soggiorno costituisca il principale fattore di vulnerabilità.
La Cgil Palermo porterà la sua esperienza sul campo, a partire dal servizio di assistenza legale e dalle attività del Dipartimento dedicato alle Politiche dell’immigrazione, che opera in rete con altri attori del territorio, per offrire supporto concreto a tutti i cittadini che si rivolgono agli sportelli del sindacato. All’incontro, organizzato nell’ambito del programma dalla Cgil nazionale in collaborazione con con Solidar, rete europea di organizzazioni non governative impegnate nella promozione della giustizia sociale, interverrà la segretaria nazionale Cgil Maria Grazia Gabrielli. La tavola rotonda è moderata da Peppe Scifo, Ufficio immigrazione della Cgil nazionale.
Secondo l’osservatorio della Cgil Palermo, nel nostro territorio non solo agricoltura ed edilizia ma anche il terziario, in particolare il settore del lavoro di cura (badanti e colf), sono quelli che presentano maggiori criticità: salari bassi, contributi previdenziali non versati, lavoratori costretti a pagare da sé i contributi pur di poter rinnovare il permesso di soggiorno.
“Questo rende il lavoratore estremamente vulnerabile e ricattabile: pur di ottenere o mantenere un contratto stabile, si accettano condizioni al limite della legalità – afferma Bijou Nzirirane. responsabile del dipartimento Politiche per l’immigrazione Cgil Palermo – In particolare le donne migranti incarnano una delle forme più gravi di precarietà e invisibilità: vivono senza permesso di soggiorno, oppure con contratti irregolari, sono esposte a un livello di vulnerabilità altissimo. Per loro, parlare di uguaglianza dei diritti è ancora un traguardo molto lontano. Nella nostra provincia il tasso di precarietà tra le donne migranti è molto elevato e spesso involontario. Molte di loro sono vittime di una mancanza strutturale di alternative”.
“E ancora restano aperte troppe questioni – prosegue Bijou Nzirirane – Come l’integrazione dei cittadini migranti, che a Palermo sono 25.256 (al 1° gennaio 2021) e rappresentano il 4 per cento della popolazione residente. E poi il lavoro nero, lo sfruttamento, la convivenza tra comunità diverse, la situazione dei cittadini senza permesso di soggiorno. E infine la scarsa partecipazione dei migranti ai processi decisionali, sia in ambito socio economico che politico”.
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