Palermo 21 maggio 2026 – Cgil e Filcams chiedono il corretto inquadramento del personale Reset, addetto alle operazioni di sanificazione, derattizzazione, disinfezione e disinfestazione di strade e piazze. Oggi è stata presentata una diffida formale indirizzata al presidente Fabrizio Pandolfo, all’Area società partecipate del Comune di Palermo nonché una richiesta di incontro alla terza commissione consiliare del Comune.

Il contratto che affida a Reset i quattro specifici servizi prima svolti dalla Rap, operativo dal novembre 2025, era stato presentato come un’opportunità di rilancio della Reset e doveva segnare un passaggio strategico per il miglioramento dei servizi ambientali in città e attutire le perdite della partecipata, che nel frattempo ha chiuso il 2025 con una perdita di circa 1,2 milioni di euro.

Dai riscontri del sindacato, i lavoratori dopo sei mesi risultano ancora inquadrati con livelli inferiori rispetto alle mansioni svolte. “Ci saremmo aspettati un miglioramento dei servizi con la nuova convenzione. Invece non solo non si sta rendendo un buon servizio alla città ma non si mettono i lavoratori individuati per la sanificazione e la derattizzazione nelle condizione di operare bene perché sottoinquadrati e numericamente insufficienti”, affermano il segretario Cgil Palermo Dario Fazzese e il segretario generale Filcams Cgil Palermo Giuseppe Aiello.

“Da un anno – proseguono Fazzese e Aiello – denunciamo i problemi economico finanziari dell’azienda, che riteniamo possano essere causa di questi disservizi. E temiamo che l’alibi dietro al quale si nasconde una politica così miope, che non riconoscere i giusti diritti ai lavoratori, possa essere quello di esternalizzare i servizi. Ci auguriamo che non sia così, che non si tenti di appaltare a privati un servizio che riteniamo debba restare in mano pubblica e per il quale i cittadini pagano le tasse al Comune”.

Nella diffida si chiede il passaggio dal quarto al quinto livello del ccnl Imprese di Pulizie e Multiservizi e le differenze retributive e contributive spettanti per i periodi pregressi. “Dal giusto inquadramento economico e dalla giusta retribuzione dipendono la mansione che si svolge e i costi per garantire la sicurezza dei lavoratori. In pratica – spiegano Fazzese e Aiello – significa mettere i lavoratori nelle condizioni di svolgere bene il servizio, riconoscendo le attività considerate a rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori, per via dell’utilizzo di macchinari specifici e l’esposizione a sostanze nocive, che richiedono l’applicazione rigorosa dei dispositivi di sicurezza e una formazione specifica, che non risulta essere stata fatta”.


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