Palermo 10 luglio 2026 – “Oggi è stato un momento emotivamente toccante. Assieme ai familiari e all’associazione dei familiari delle vittime, abbiamo ricordato Daniluc Tiberi Un Mihai e Najahi Jaleleddine: tre mesi fa per loro il lavoro si è trasformato in tragedia. Ed è quello che non accettiamo: vigileremo affinché i morti e gli infortuni sul lavoro si riducano drasticamente. Rivolgiamo un appello alla Prefettura perché convochi il tavolo su salute e sicurezza per monitorare quanto accade nei luoghi di lavoro. E all’amministrazione comunale, affinché intervenga con protocolli specifici e con le forze di polizia municipale, per rafforzare l’attività di controllo ed esercitare un’azione capillare sul rispetto delle norme, delle ordinanze di sicurezza e del provvedimento che vieta il lavoro nei cantieri nelle ore più calde, che nei cantieri della città non viene rispettato. Raccogliamo anche l’appello dei familiari a non essere lasciati soli dalle istituzioni. Così come chiediamo il riconoscimento delle vittime del lavoro come vittime del dovere, una battaglia che portiamo avanti da tempo. Rimaniamo in attesa di una convocazione”.
Lo dichiarano il segretario generale Fllea Cgil Palermo Piero Ceraulo, il segretario generale Filca Cisl palermo Trapani Francesco Danese e il segretario Feneal Uil Salvatore Puleo. Alla commemorazione erano presenti l’assessore Fabrizio Ferrandelli e la consigliera Mariangela Di Gangi.
“I morti sul lavoro sono stati già 13 da gennaio a maggio nel 2026, nella sola provincia di Palermo. Nel 2024, quando c’è stata la strage di Casteldaccia, erano stati 13 in totale. Facile che questo numero quest’anno venga superato – aggiungono Ceraulo, Danese e Puleo – Numeri devastanti. Via Marturano è l’esempio di come le regole, i controlli e i contratti in questa città non vengano rispettati e si mandano due giovani ragazzi padri di famiglia a morire sul lavoro. E quello è quello che è successo tre mesi fa e che rischia di accadere ogni giorno nei nostri cantieri”.
Presente anche l’associazione del familiari delle vittime sul lavoro, che ha chiesto di avviare un’interlocuzione col Comune di Palermo per non essere lasciati soli in attesa di giustizia e per trovare soluzioni e accorgimenti che limitino il rischio dei lavoratori nello svolgimento del proprio lavoro.

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