Se mai dovessimo sederci ad un tavolo con le governance degli aeroporti siciliani non sarebbe certo per mediare sugli appetiti dei prenditori nostrani ma per discutere su come impiegare gli utili derivanti dalla loro gestione. 


Otto milioni e mezzo per Gesap Palermo e nove milioni e seicento mila per Sac Catania, sono una buona occasione per riflettere ad un sistema compensativo verso il nuovo corso dell’aeroporto Birgi di Trapani oggi al 99% di proprietà della Regione Siciliana, in sofferenza anche per la guerra russo ucraina come da relazione del consiglio dei revisori. 


Gli ingenti utili sono anche occasione per gli enti locali per non gravare sui tributi locali nell’offerta di migliori servizi ai cittadini, potrebbero partecipare a politiche in favore della continuità territoriale ovvero abbattimento di tariffe per giovani, studenti, pendolari lavoratori e bassi redditi permanentemente e non unatantum visto che ormai le ferrovie non assolvono alle funzioni sociale di un tempo.


Gli enormi utili potrebbero anche finanziare la ricerca per rendere il comparto meno impattante sull’ambiente e quindi borse di studio per i nostri atenei. 


Non si comprende insomma perché i destini di una gestione pubblico-privata finiscono al privato quando tutto funziona bene e devono invece gravare solo sul pubblico quando funziona male. 


Inoltre riteniamo improprio che ad annunciare e gestire questa fase di svendita del nostro patrimonio possano essere il presidente Renato Schifani ancora imputato per associazione a delinquere il sindaco di Palermo Roberto Lagalla che mantiene ancora in giunta un assessore condannato per tentata concussione. 


Quest’ultimo se proprio tiene alle casse del proprio ente, riporti il suo stipendio e quello dei propri assessori e consiglieri all’era Orlando e avremmo a disposizione per il comune di Palermo oltre due milioni e ottocentomila euro all’anno.


Ramo La Torre – Segretario cittadino Rifondazione

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