Grande successo per la diciottesima edizione del SiciliAmbiente Festiva, il festival internazionale di cinema incentrato su ambiente e diritti, diretto dal regista e documentarista Antonio Bellia, che ancora una volta ha animato l’estate di San Vito Lo Capo, dimostrando che il cinema rimane uno dei mezzi più accreditati per raccontare il mondo, superando ogni tipo di barriera.
Il premio per la sezione Documentari è stato assegnato dalla giuria a Torneranno i lupi, della regista Bianca Vallino, per la regia lucida, intima e priva di retorica. Il documentario si distingue per la capacità di valorizzare una vicenda familiare locale in un racconto universale sul tempo che passa, sulla perdita e sulla resilienza.
Il premio per la sezione Corti è andato a Giorgio Giampà per il suo “Astronauta”. La storia di un lavoratore ci accompagna dentro la giungla guatemalteca, mostrando attraverso le immagini la potenza e la bellezza della natura, ma anche l’ottusità e il maschilismo del gruppo di lavoro, contrapposti alla sensibilità commovente del protagonista. Un film che affronta il dilemma morale complesso tra la necessità della sopravvivenza e la distruzione dell’ambiente attraverso la deforestazione, intrecciandolo con il rapporto tra padre e figlia.
Vince nella sezione Animazione “Corazón de cartón”, di Catalina Ferreira Martin. Un film in cui Cartone, carta e pittura a mano, materiali poveri e riciclati, diventano parte integrante della narrazione attraverso un’animazione in stop motion di grande artigianalità. Un corto che racconta di una realtà apparentemente lontana, un mercato di robot in cui si vendono organi: uno scenario che sembra fantascienza, ma che racconta una lotta per la sopravvivenza così estrema da spingere un padre a mercificare il proprio corpo. L’opera affronta con grande originalità il tema del consumismo, mostrando come i corpi vengano trattati alla stregua delle risorse naturali, in una critica feroce a un sistema che non rispetta né la dignità umana né l’ambiente.
La menzione speciale per la sezione Cortometraggi va a “Coyotes”, di Said Saga, un film che mostra come l’apartheid in Cisgiordania intrecci oppressione politica, identità personale e identità di genere. Al centro della vicenda vi sono un ricatto e la ricerca di una via d’uscita, in un clima costante di sorveglianza e controllo. Il finale assume un forte valore simbolico:, con una natura che si ribella all’occupante.
“Une vie en rose” di Patrick Destiné vince il premio Greenpeace, un film che ci porta a scoprire l’altra faccia dell’allevamento industriale, un sistema tutt’altro che affascinante e sostenibile, che scarica i propri costi su animali, persone, territori ed ecosistemi, non producendo altro che sofferenza. Si legge nelle motivazioni: “Per Greenpeace premiare questo documentario significa riconoscere un’opera che contribuisce a smascherare le contraddizioni dell’allevamento intensivo e a riportare al centro del dibattito pubblico la necessità di una trasformazione profonda del sistema alimentare, a tutela del clima, della biodiversità, della salute e della giustizia ambientale”.
Si aggiudica invece il premio Amnesty International Katrina Lehismäe con “Lost stars of the Horoscope”, che racconta gli effetti devastanti della guerra e accende la luce sull’impatto che questa può avere su un diritto fondamentale come quello all’istruzione. “Questo documentario spiega come in uno degli stati che ospitano persone rifugiate si protegga, tra mille difficoltà, quel diritto in attesa di tornare a esercitarlo nel proprio paese”.
Premio Aamod infine per “Un mare molto piccolo”, di Elisa La Boria e Luka Bagnoli, film che attraverso l’utilizzo consapevole e critico di materiali d’archivio in formato VHS, documenta oltre trent’anni di storia del Delfinario di Rimini: dalle nascite di Luna (1990), Sole (1993), Luna 2 (1995), Blue (1997) alle morti premature di alcuni di loro. I delfini muoiono e nessuno li ha liberati. La vasca del delfinario diventa così metafora di una gabbia dorata, che la società per trent’anni ha guardato applaudendo senza intervenire. “L’archivio si trasforma in un atto di accusa postumo – si legge nelle motizazioni – Per questi motivi, l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico riconosce in “Un Mare Molto Piccolo” il film meritevole del nostro premio”.
“Sono felice di come si è conclusa la diciottesima edizione – commenta il direttore artistico Antonio Bellia – Un’edizione veramente ricca di eventi, in cui la qualità dei film è stata eccelsa, arricchita da tanti incontri e panel su temi importanti di quest’epoca. Nella serata finale abbiamo anche parlato con Greenpeace del ponte sullo Stretto, delle conseguenze che questa opera potrebbe avere sulla sull’ambiente e sulla biodiversità. Incredibile anche l’accoglienza da parte del pubblico, siamo felici di aver aggiunto la diciottesima edizione e di essere diventati maggiorenni, non nascondo la difficoltà degli ultimi anni per mantenere e rafforzare sempre di più la realtà SiciliAmbiente in un momento così complesso, dove la cultura subisce continui attacchi e continui tagli sul sui budget. L’unica speranza per continuare a resistere a esistere è quella che cambi qualcosa e che le istituzioni a tutti i livelli possano comprendere che la cultura e istruzione sono alla base della crescita di un paese, non si può far a meno di questo binomio se si vuole diventare e continuare a essere un Paese civile.
SiciliAmbiente è promosso dal Comune di San Vito Lo Capo, dalla Demetra Produzioni e dall’associazione culturale Cantiere 7, sostenuti dall’Ufficio Speciale per il Cinema e l’Audiovisivo della Sicilia – Sicilia Film Commission, dalla Direzione Generale Cinema del Ministero della Cultura e in collaborazione con Arpa Sicilia.
Luogo: san vito lo capo, SAN VITO LO CAPO, TRAPANI, SICILIA
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