Avviso Pubblico, la rete degli enti locali impegnati contro mafie e corruzione compie trent’anni, nel gennaio 2025 il Comune di Siracusa ha aderito all’iniziativa, ma cosa ha veramente e concretamente significato per la nostra città?
Quell’adesione è stata fortemente voluta anche dal gruppo consiliare del PD, nella convinzione che Siracusa dovesse far parte di una rete nazionale capace di rafforzare l’impegno degli enti locali e aggiungersi a un numero di Comuni in Sicilia ancora fin troppo esiguo su un tema decisivo per la qualità democratica dei territori.
Voglio ricordare che la Carta di Avviso Pubblico richiama gli amministratori a impegni precisi: trasparenza, responsabilità, partecipazione popolare alla vita amministrativa, rendicontazione dell’attività pubblica, rapporti corretti con i cittadini e valorizzazione sociale dei beni sequestrati e confiscati.
A distanza di oltre un anno, però, devo constatare una mancanza evidente: quell’adesione non è stata trasformata in una vera agenda amministrativa. Non si registra un cambio di passo sui beni confiscati alla criminalità organizzata. Non si registra una comunicazione adeguata sull’utilizzo dei fondi destinati agli “Amministratori sotto tiro”. Non si registra nemmeno un rafforzamento della trasparenza amministrativa.
Una città che aderisce ad Avviso Pubblico dovrebbe rendere più semplice conoscere ciò che accade dentro il Comune, garantire accesso agli atti, rispetto dei tempi, pubblicità delle decisioni e piena rendicontazione dell’attività amministrativa.
Il modo in cui l’Ente risponde ai cittadini, ai consiglieri comunali, alle associazioni, ai quartieri è il termometro con cui si valuta la sua accessibilità.
Concretizzare la presenza delle istituzioni nei quartieri significa riaprire spazi, garantire servizi, presidiare i luoghi più fragili, ascoltare i bisogni e costruire percorsi stabili di coinvolgimento e di monitoraggio.
Per tutti questi motivi ritengo, oggi più che mai, che aderire ad Avviso Pubblico non possa e non debba significare soltanto comparire in un elenco o rivendicare una scelta nelle occasioni ufficiali.
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