Fra Cateno De Luca che annuncia candidamente di voler scardinare entrambe le coalizioni e Nino Germanà che vede un centrodestra forte e che si stringerà ulteriormente al governo Schifani 8il migliore degli ultimi cinquant’anni) dopo le amministrative, c’è la posizione del Pd che dalla formazione per le amministrative vede il bicchiere mezzo pieno per la coalizione.
A raccontare il percorso è il segretario del Pd Anthony Barbagallo, ospite di Talk Sicilia

Centrosinistra unito nelle città maggiori
“Intanto io credo che è d’obbligo fare un inquadramento generale prima di entrate nel dettaglio dei comuni al voto. Sono sempre elezioni amministrative fondate sul rapporto con i comuni e con gli enti locali in un tempo in cui i comuni in Sicilia sono messi a dura prova. Un comune su tre è in dissesto o in predissesto e la legge elettorale per i comuni fino a 15.000 abitanti e generalmente non prevede l’uso dei simboli dei partiti, quindi vanno sempre fatti delle relativizzazioni d’obbligo”.
“A Messina, così come negli altri comuni più popolosi al voto, il campo progressista, il centrosinistra va unito. È un lavoro che abbiamo fatto per mesi che ci ha consentito sostanzialmente nei comuni più popolosi, tranne qualche rara eccezione, di andare in modo compatti. Quindi l’unità della coalizione è un punto di partenza significativo in questa tornata elettorale”.
“A Messina, dunque, la candidatura di Antonella Russo è una candidatura di una nostra dirigente autorevolissima che è stata consigliere comunale per tre mandati. La nostra, peraltro, è l’unica coalizione contraria al ponte sullo Stretto, che è il tema che sta caratterizzando questa campagna elettorale. Noi crediamo che a risultare decisivo non sarà il numero delle liste ma la proposta, la coerenza politica. Antonella è una candidata di lungo corso e Messina non ha mai avuto una sindaca donna, chissà che questa volta non sia quella giusta”.
La coalizioni senza De Luca, non ci sarà un campo largo
Voi parlate di coalizione compatta ma da Caltagirone, dall’evento di Ti Amo Sicilia di De Luca, sembrava che si potesse arrivare ad un campo largo. Ma Messina dimostra il contrario
“Io a Caltagirone sono andato perché ritengo che il sale della democrazia sia il dialogo e il confronto anche con le altre forze politiche. I ragionamenti poi sulle altre elezioni regionali politiche verranno fatti per tempo. Per ora ci concentriamo sulle elezioni amministrative. Certamente a Messina il PD e il centrosinistro hanno un proprio percorso autonomo”.
Ma secondo voi non ci saranno conseguenze in vista delle elezioni del 2027?
“No, non credo! Ovviamente le frizioni ci sono perché è chiaro che quando il centrosinistra è chiamato a fare delle scelte di sintesi come abbiamo fatto, non tutti restano contenti, però io sono convinto che alla fine, mai come in queste elezioni amministrative, il centrosinistra è arrivato a essere così competitivo in città particolarmente popolose che daremo filo da torcere al centrodestra che si presenta spaccato, in alcuni casi spaccatissimo. Tireremo le somme dopo il ballottaggio”.
Da Messina ad Agrigento
Ad Agrigento, invece, l’avversario è diverso visto che De Luca è confluito su uno dei due candidati di centrodestra
“Vengo proprio da Agrigento dove sono stato insieme con gli altri segretari regionali, con il segretario regionale di 5 Stelle, di Italia Viva e di AVS. La candidatura sta andando bene, è una candidatura di rottura. La circostanza è che il centrodestra sia diviso e che la nostra candidatura marchi, in maniera chiara, un percorso alternativo rispetto ai disastri e dell’ultimo tempo, è certamente un punto a vantaggio nostro. Aggiungo che, peraltro, Agrigento è un comune in cui i servizi pubblici e essenziali come l’acqua, ad esempio, sono un miraggio. Sentire parlare in quella città delle difficoltà che ha la gente per lavarsi, per avere l’acqua potabile, sembra veramente un ragionamento da terzo mondo. Aggiungo poi anche i disastri su Agrigento Capitale alla cultura, dove non c’è stato un gruppo dirigente non all’altezza di amministrare quelle risorse e di gestire un’opportunità che poteva essere storica non soltanto per Agrigento, ma anche per la Sicilia. Io credo che la freschezza del nostro candidato e la freschezza delle liste possa veramente farci fare un salto di qualità importante.
“Per quel che riguarda Luigi Gentile penso che dopo le notizie che sono arrivate relative all’imputazione…vedremo. Io sono abituato a preoccuparmi delle cose di casa mia che sono sempre all’ordine del giorno, non guardo mai a casa degli altri e vediamo se ci sarà ballottaggio e con chi ci sarà.
La lista degli impresentabili secondo la Commissione antimafia
Beh parlate di gentile, inserito nella lista degli impresentabili dalla Commissione antimafia ma la capitale degli impresentabili è Randazzo, nella provincia del segretario Barbagallo
“Ma parliamo sempre di codici di autoregolamentazione che non hanno conseguenze né sulla candidabilità né sulla eleggibilità. Siamo a tre giorni dal voto e quindi è opportuno ricordarlo. Il codice di autoregolamentazione prevede diverse ipotesi. C’è l’ipotesi relativa ai soggetti che sono imputati, alcuni per procedimenti particolarmente delicati, e questi sono sotto gli occhi di tutti. Poi, nella scorsa legislatura venne inserita dalla vecchia commissione parlamentare antimafia la lettera C che prevede che vengano resi noti i nominativi di coloro che erano al momento dello scioglimento del comune in condizioni di rivestire la carica di assessore. Questo comporta l’indicazione anche per coloro che non sono stati né indagati né sono imputati. Questo è successo riguardo due comuni: Randazzo e Tropea”.
“L’elenco è quello, però, va preso con queste caratteristiche e senza ovviamente né attivare macchina del fango né colpevolizzare persone che oggi non risultano neanche indagati né soggetti a procedimenti o, come nel caso di Randazzo, i due candidati a sindaco che non sono neanche citati nella relazione prefettizia”.
Il peso del risultato delle amministrative in vista del 2027
“Secondo me la fragilità del centrodestra e la compattezza del centrosinistra è già un primo dato, che emerge se guardiamo ai 10 comuni più popolosi al voto. Questo è il primo dato che testimonia lo stato di salute della coalizione. Poi, certo, arriveranno i risultati soprattutto dei comuni più popolosi. Più grandi sono più offriranno un dato significativo. Queste elezioni offriranno un dato anche sullo stato di salute di Cateno De Luca. Credo che saranno considerazioni utili. Certamente, come sempre in politica, conterà il tempo. Il tempo in politica è un aspetto non indifferente”.
“L’ultima volta la coincidenza fra elezioni politiche e regionali ha condizionato il dato elettorale. Bisognerà vedere questa volta cosa accadrà. La sensazione è che il governo regionale sostanzialmente abbia esaurito la sua funzione. Era un governo che si fondava sul rapporto solido fra Schifani e Cuffaro. Quell’asse è soltato per le vicende giudiziarie di Cuffaro”.
La legge elettorale da rifare
“Per quel che riguarda le politiche il tema vero è la legge elettorale e la prossima settimana a Montecitorio inizierà la discussione generale in commissione sulla legge elettorale. Il Partito Democratico e le altre opposizioni siamo sull’Aventino perché riteniamo sia insopportabile che venga proposto di cambiare la legge elettorale nell’ultimo anno della legislatura. Sembra un po’ come quando si inizia una partita e anziché cercare un arbitro imparziale una squadra cerchi di fare un regolamento che la possa”.
“Certamente questo aspetto incide, così come incide anche un quadro internazionale, un posizionamento del governo italiano filo trampiano che sta portando sempre più il paese verso una deriva estremista che non è neanche nelle nostre corde. Siamo preoccupati anche dalla complessiva situazione internazionale con la speculazione sui carburanti, la speculazione sui temi dell’energia, l’inadeguatezza alle misure prese. tutti temi che condizioneranno la campagna elettorale e saremo pronti a far valere queste inadeguatezza di governo al momento opportuno”.
L’incognita La Vardera sul centrosinistra siciliano
“Il centrosinistra innanzitutto deve definire un programma di governo con idee chiare di come vogliamo amministrare, di cosa proponiamo ai siciliani. Serve un progetto chiaro e su quel progetto chiaro condividere e coinvolgere alcuni protagonisti, insomma, quello che abbiamo fatto per le elezioni amministrative. Se noi definiremo una proposta politica chiara, coerente e che sia anche facilmente leggibile per i siciliani, soprattutto sull’alternativa ai metodi che hanno caratterizzato il centrodestra in questi anni, potremo poi creare intorno alle idee una coalizione.
“Se il centrosinistra va al governo, noi sceglieremo i migliori manager sulla sanità. Io credo che oggi quello della sanità, insieme con il tema della legalità, siano le due questioni che stanno più a cuore ai siciliani. Se noi dimostreremo di avere le idee chiare su come arginiamo la criminalità organizzata e le infiltrazioni alla pubblica amministrazione allora sono convinto che i siciliani premieranno la nostra proposta. Sulla proposta bisognerà costruire le alleanze”.






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