Palermo 7 luglio 2026 – Strage dei cinque operai morti a Casteldaccia: oggi prima udienza del processo. La Fillea Cgil Palermo, con l’avvocato Fabio Lanfranca, e la Cgil Palermo, con l’avvocato Serena Romano (studio Lanfranca), hanno depositato in Tribunale la richiesta di costituzione di parte civile. L’apertura del processo, con la comunicazione delle prossime date delle udienze il 14, il 21 e 28 luglio, è stata valutata positivamente dal sindacato. “Un segnale positivo di accelerazione del processo, che vedrà a luglio un’attività intensa – afferma il segretario generale Fillea Cgil Palermo Piero Ceraulo – Oggi è un giorno importante, atteso da due anni. E’ tangibile quanto sia alta l’aspettativa da parte dei familiari delle vittime e dell’associazione dei familiari delle vittime, dopo lo sconforto per l’udienza saltata a marzo: quella di oggi è vista come una giornata di svolta, in cui si fa finalmente il primo passo per l’accertamento della verità su quanto accaduto il 6 maggio del 2024”. “L’auspicio è di potere avere presto tutte le risposte – aggiunge Ceraulo – Anche perché le condizioni in cui i lavoratori continuano a operare sono sempre le stesse: assenza di controlli, lavorazioni che procedono con le alte temperature, esposizioni continue a rischi per la necessità di velocizzare gli ultimi appalti del Pnrr. Su tutto questo, continuiamo a registrare silenzio da parte delle istituzioni. Aspettiamo ancora il tavolo sulla sicurezza in Prefettura”.
Per la Cgil Palermo, si tratta della prima costituzione di parte civile in un ambito che riguarda il settore edile legato ad appalti pubblici. “E’ una richiesta coerente con quanto come sindacato sosteniamo, parlando di sicurezza sul lavoro: ovvero che le responsabilità stanno in capo alle aziende e ai committenti e che spesso gli incidenti sono veri e propri operaicidi, in cui si punta ad aumentare i profitti comprimendo i diritti e i salari dei lavoratori – dichiara il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo – La costituzione di parte civile parla anche alle aziende e alle amministrazioni pubbliche, che affidano i lavori in appalto senza accertarsi che le regole minime vengano rispettate, come a Casteldaccia. Sarebbero bastato strumenti di rilevazione dei gas per evitare questa tragedia. Nonostante l’impegno e i buoni propositi delle istituzioni preposte, il numero dei morti non cala, si parla sempre di 3 morti al giorno, uno ogni 8 ore, in ogni turno di lavoro qualcuno perde la vita. Anche per questo è importante cambiare il sistema che governa il mondo degli appalti e degli affidamenti: per questo la cgil ha presentato la proposta di legge di iniziativa popolare sugli appalti, per la quale stiamo raccogliendo le firme, assieme a quella per la difesa del diritto alla salute”.
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