Palermo – “È con il cuore colmo di profondo dolore e di autentico sgomento che esprimiamo il nostro più sentito cordoglio per la tragedia che ha strappato una vita umana nel corso delle operazioni di spegnimento di un incendio a Borgetto. ​In questo momento di strazio insopportabile, rivolgiamo il nostro pensiero più commosso e la nostra  più totale vicinanza alla famiglia della vittima. Perdere un proprio caro, vittima di un destino così crudele mentre svolgeva il proprio dovere, è un dramma che ferisce l’intera comunità. Non vi sono parole capaci di colmare un vuoto così improvviso e atroce; giunga loro il nostro abbraccio più sincero e partecipe in questo momento di indicibile sofferenza”. E’ il cordoglio  che rivolgono congiuntamente il Coordinatore Regionale dell’ UDC Decio Terrana e provinciale Paolo Franzella dopo la tragedia di Borgetto. 

“​È semplicemente inaccettabile. Non si può e non si deve morire di lavoro. È un fallimento collettivo vedere la stagione estiva in Sicilia inaugurata da un sacrificio umano così atroce, consumatosi tra le fiamme nel tentativo di difendere il nostro territorio”.

​Le parole dei segretari regionale e provinciale dell’UDC, Decio Terrana e Paolo Franzella, colgono con cruda lucidità una realtà che non tollera più rinvii o silenzi. La sicurezza di chi opera in trincea non è un’opzione, ma un imperativo etico. “È ora di dire basta –  evidenziano Terrana e Franzella –  non si può continuare a chiedere a lavoratori sessantenni di affrontare, in condizioni estreme e usuranti, la lotta contro gli incendi. Questa tragedia grida giustizia e impone un’assunzione di responsabilità immediata. È inderogabile l’approvazione della tanto attesa Riforma Forestale e l’attuazione di un piano concreto di turn-over. La Regione ha il dovere morale di garantire dignità e sicurezza ai lavoratori del settore, smettendo di esporre vite umane a rischi che non dovrebbero più esistere nel 2026”.

​Che questa morte non sia dimenticata nel silenzio, ma diventi la scintilla necessaria per una riforma che metta finalmente al centro, sopra ogni logica di bilancio politica o burocratica, la vita e la protezione di chi, ogni giorno, rischia tutto per la nostra terra.

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