La pasticceria siciliana offre una splendida varietà di dolci le cui forme sono, spesso, ispirate ai preziosi frutti, donati dalla fertile Conca d’Oro, come già abbiamo visto nel caso della frutta di pasta di mandorle.

Un altro esempio della devozione dei maestri pasticceri siciliani a Madre Natura e dell’abilità  nel riprodurla delle suore dei conventi, a cui già dobbiamo la creazione dei golosi cannoli e genovesi,  è offerto dalle “pesche”, vere opere d’arte dolci che nell’aspetto ricordano  la rotondità,  i colori  e, persino, la superficie vellutata dell’omonimo frutto cui sono ispirate mentre nel sapore ne amplificano la dolcezza e la succosità grazie alla consistenza “spugnosa” e al goloso ripieno.

Le pesche sono dei piccoli capolavori dell’antica arte pasticcera siciliana farcite di ricotta  e decorate in modo da simulare il frutto cui sono ispirate. In realtà sono realizzate dall’unione di due piccole brioches, o “brioscine” in siciliano,  tenute insieme da un goloso ripieno. La farcitura classica è la crema di ricotta, ma si possono trovare anche ripiene di crema pasticcera o confettura.
Si tratta di un dolce dall’effetto sorprendente perché, a prima vista, sembra di avere davanti delle vere pesche. L’effetto è dovuto,  innanzitutto,  al liquore Alchermes, di  cui vengono intrise, che conferisce loro il caratteristico colore rosato e allo zucchero semolato con cui vengono “panate” che, aderendo alla parte umida darà alla superficie il tipico effetto vellutato di una pesca gialla. L’opera viene, in ultimo, completata, con l’applicazione di due foglioline di pasta reale  di colore verde opportunamente colorate di verde e collocate sulla sommità della pesca che, oltre ad essere coreografiche , completano la tenuta delle due brioches.

Per correttezza e completezza dell’informazione bisogna ricordare che anche a Prato, in Toscana, esistono le altrettanto famose “pesche di Prato”, anch’esse di pasta brioche bagnate nell’Alchermes e tenuti insieme da crema pasticcera, molto in voga fin da tempi lontani che Umberto Mannucci, esperto conoscitore della cucina pratese, nel suo testo “Bisenzio, tradizioni e cucina” descrive così:

Rotonde, colorite, accoppiate con una bella crema densa, sono le paste che più di tutte invogliano i ragazzi. Molti anni fa, di domenica, c’era nel Corso, accanto all’entrata del cinema “Bianchi”, un pasticcere ambulante che esponeva il teglione delle sue belle pesche. E se gli spiccioli bastavano per il biglietto del cine e per una pesca, era davvero una bella domenica”.

 

Per tutti coloro che volessero cimentarsi nella preparazione di questo antico dolce, sia nella versione siciliana ripiena di ricotta che in quella pratese farcita di crema gialla riportiamo la semplice  ricetta delle pesche dolci.