Il movimento terra a Mazzarrà Sant’Andrea, secondo le indagini dei carabinieri, era in mano ai clan.  I carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) emessa dal gip di Messina nei confronti di 3 persone (2 in carcere e una agli arresti domiciliari), con l’accusa di trasferimento fraudolento di valori aggravato dal metodo e dalla finalità mafiosi.

A finire in carcere Carmelo Bisognano 59 anni e Antonio Giardina 36, ai domiciliari invece il fratello Davide Giardina, 22. Bisognano, sarebbe appartenente al gruppo del Mazzarroti, ed ex collaboratore di giustizia, avvalendosi degli altri due indagati avrebbe esercitato “ingerenza nelle attività economiche ed imprenditoriali nel territorio di Mazzarra Sant’Andrea, imponendosi nel settore del movimento terra, con la complicità, in alcune circostanze, di persone degli uffici tecnici dell’ente locale”.

L’attività investigativa ha accertato l’attribuzione fittizia a Davide Giardina, incensurato, di una impresa edile, in realtà gestita da Bisognano e da Antonio Giardina, i quali, prodigandosi per ottenere l’assegnazione di appalti da parte del Comune di Mazzarrà Sant’Andrea, avrebbero lucrato sull’affidamento di lavori pubblici.

Eseguito anche un decreto di sequestro preventivo del capitale sociale e del compendio aziendale di 2 società edili, con sede a Mazzarrà Sant’Andrea, un impianto di frantumazione di inerti, di 2 terreni e 8 mezzi d’opera nella disponibilità delle 2 imprese, per un valore complessivo di oltre 500.000 euro.

Sarebbe stato anche individuato il modo con cui una seconda ditta, sottoposta a interdittiva antimafia dal 2020 e di cui è titolare l’indagato 36enne, riceveva risorse pubbliche – alle quali non avrebbe potuto accedere – attraverso trasferimenti di denaro provenienti dalle attività dell’impresa fittiziamente intestata.

Infine, è stata documentata la condotta dell’indagato 59enne che avrebbe operato per individuare e recuperare, con pressioni e intimidazioni, mezzi meccanici, già di proprietà di un’impresa confiscata a lui riferibile, in passato ceduti ad altri imprenditori.

La ricostruzione delle operazioni bancarie è stata resa possibile, grazie agli strumenti della cooperazione diretta con altri Stati dell’Unione Europea.